Come ogni anno, EnergyCuE ha intervistato la vincitrice della Mela d’Oro, il premio assegnato annualmente dalla Fondazione Bellisario alle imprenditrici, giornaliste e professioniste. In particolare, ogni anno vengono assegnate delle Mele d’Oro a tre brillanti neolaureate nelle discipline di Ingegneria Elettrica, Elettronica ed Aerospaziale selezionate da Acea, Leonardo Company e Terna. Dopo avervi raccontato le storie di Monica Crosa di Vergagni e Maria Grazia Fadda, vi presentiamo Maria Federica Palmieri, neolaureata in Ingegneria Elettrica alla Federico II di Napoli.

Il premio Marisa Bellisario è un riconoscimento nato per premiare il talento delle donne in vari ambiti, dallo spettacolo all’imprenditoria. Cosa rappresenta per te questo traguardo?

Sono molto contenta ed onorata per aver ricevuto questo premio che porta il nome di una grande donna. Spero che attraverso iniziative come questa si possa raggiungere quanto prima un’equità di genere e venga combattuto ogni tipo di pregiudizio in ogni ambito. Per me rappresenta un simbolo di conquista.

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L’incontro con Mattarella. Maria Federica Palmieri

Raccontaci il tuo percorso universitario: cosa hai studiato e dove? Qual è stato l’argomento della tua tesi di laurea?

Ho studiato Ingegneria Elettrica presso l’università “Federico II” di Napoli. Sono stati degli anni meravigliosi in cui ho conosciuto persone stupende che mi hanno aiutato ad affrontare, passo dopo passo, il percorso universitario. Nel mio lavoro di tesi magistrale ho studiato il modello matematico del trasformatore a tre avvolgimenti, mettendo in risalto i punti di forza di questa macchina elettrica attraverso tre diverse metodologie di analisi implementate in Matlab.

Veniamo al presente. Quali sono i tuoi progetti al momento?

Ho iniziato da diversi mesi un percorso lavorativo e spero di poter sfruttare al meglio ogni opportunità per imparare quanto più possibile e costruire una figura professionale completa.

Come pensi sia possibile avvicinare sempre più le giovani ragazze al mondo della tecnologia e dell’ingegneria?

Io penso che ognuno debba fare ciò per cui si sente più portato. Sicuramente la cosa migliore da fare penso sia “dare l’esempio” e mostrare che non è complicato affrontare un percorso di studi classicamente etichettato come maschile, anzi piuttosto soddisfacente.