In un sistema elettrico sempre più complesso e dinamico, risulta cruciale l’interconnessione tra sistemi elettrici spesso realizzata impiegando la tecnologia HVDC, come nel caso della connessione Italia-Francia. Inoltre, la tecnologia HVDC trova spesso applicazione nei collegamenti a lunga distanza, come il cavo sottomarino Sa.Pe.I, che connette la Sardegna alla penisola Italiana. Altra applicazione dell’HVDC e vanto del sistema elettrico italiano è il Sa.Co.I, primo triterminale mai realizzato, ed il suo “upgrade”, che prenderà il nome di Sa.Co.I 3.

Sa.Co.I 3 nasce con la finalità di garantire maggiore stabilità e affidabilità al sistema elettrico nazionale, migliorando la qualità del servizio, facilitando l’integrazione delle rinnovabili e favorendo la riduzione dei costi dell’energia.

La storia del Sa.Co.I

Attualmente il collegamento in esercizio è noto come Sa.Co.I 2. Si tratta di una connessione HVDC 200 kV triterminale, ossia presenta tre punti di allaccio alla rete elettrica, in Sardegna, Corsica e sulla penisola italiana. La storia del Sa.Co.I, in realtà, inizia nel 1966, quando fu costruito un collegamento da 200 MW, lungo 413 km (121 in cavo sottomarino e 292 in linea aerea) tra Sardegna (Codrongianos) e Toscana (San Dalmazio poi spostata a Suvereto). Nel 1987 fu realizzata la stazione di conversione a Lucciana, trasformando l’opera nel primo collegamento HVDC a tre terminali mai realizzato. Nel 1992 vi fu l’ammodernamento delle stazioni di conversioni italiane che portò alla nascita del Sa.Co.I 2, senza però intervenire sulla sostituzione delle linee aeree e dei cavi terrestri e sottomarini.

Il Sa.Co.I 3

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Dopo più di 50 anni di servizio le linee in cavo sono giunte al termine della propria vita utile. E’ nata quindi l’esigenza di potenziare la connessione elettrica grazie al nuovo Sa.Co.I 3, opera che rientra nei progetti di interesse comune previsti dalla Commissione Europea. Sa.Co.I 3 consentirà di incrementare la capacità complessiva dagli attuali 300 MW fino a 400 MW e permetterà di aumentare lo spillamento di potenza in Corsica da 50 MW a 100 MW. Il progetto prevede nuove stazioni di conversione e nuovi collegamenti in cavo, continuando però ad utilizzare la stessa infrastruttura per il collegamento aereo. I nuovi tracciati in cavo viaggeranno adiacenti a quelli attuali, riducendo l’impatto ambientale dell’opera. Anche la localizzazione delle stazioni di conversione a Codrongianos e Suvereto è stata studiata per ridurre l’impatto dell’infrastruttura sul territorio. Terna, leader del progetto, ha inoltre organizzato i “Terna Incontra”, una serie di incontri con i cittadini di Sardegna e Toscana durante i quali è stato illustrato il progetto, i suoi scopi e gli impatti sul territorio.

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