Trasmissione di energia via mare: il cavo SA.PE.I

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Vi siete mai chiesti come sia possibile trasmettere l’energia elettrica dalla terraferma alle isole?  La soluzione è semplice ed intuitiva. Si utilizzano cavi sottomarini. Oggi vogliamo parlarvi in particolare del cavo SA.PE.I. (SArdegna-PEnisola Italiana) che collega la Sardegna al Lazio dal luglio 2011. Grazie all’interconnessione tra questi de sistemi elettrici, si incrementa la “sicurezza” e l’affidabilità del sistema elettrico italiano. Inoltre, non si tratta di un collegamento qualunque: infatti, esso è il più lungo cavo sottomarino da 1000 MW al mondo! Prima però introduciamo la trasmissione HVDC (High Voltage Direct Current). Con questa espressione si indica la trasmissione in alta tensione in corrente continua (DC). Questo tipo di tecnologia è impiegata quando vi è la necessità di trasmettere potenza tra due sistemi elettrici (in AC) molto distanti tra loro. Utilizzando la trasmissione DC anziché AC, è infatti possibile ridurre le perdite di trasmissione. Lo sviluppo di questo tipo di trasmissione è stato reso possibile grazie all’evoluzione dell’elettronica di potenza, quella branca dell’ingegneria elettrica che si occupa di progettare e realizzare sistemi di conversione AC/DC.

Il cavo SA.PE.I

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La sezione del cavo SA.PE.I ed i vari “strati” che lo costituiscono
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L’intera infrastruttura è stata realizzato da Terna, in collaborazione con ABB. Essa comprende, oltre il cavo, le sottostazioni di conversione, due elettrodi marini (anodo e catodo) e tutti gli apparecchi necessari per il controllo. Il cavo SA.PE.I, prodotto da Prysmian, è lungo circa 435 km e per 420 km è posato sul fondale del mar Tirreno. Il cavo collega Punta Tramontana, in Sardegna, a Nettuno, nel Lazio. Qui potete visualizzare il percorso in maniera interattiva. Nell’immagine precedente, invece, viene mostrata una sezione del cavo, avente 12 cm di diametro. In essa sono evidenziati i vari “strati” che compongono il cavo, rendendolo adatto a questo tipo di posa. La massima profondità raggiunta è di 1.650 metri. Con una tensione di 500 kVcc, il cavo SA.PE.I è in grado di trasportare fino a 1000 MW.

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Il percorso del cavo SA.PE.I sul fondale
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La posa del cavo SA.PE.I è stata resa possibile grazie all’impiego della nave posacavi Giulio Verne di Prysmian, ossia la nave posacavi più grande del mondo (125 m di lunghezza e 31 di larghezza). Essa è capace di operare fino ad una profondità di 2.000 metri. Nella sua “carriera”, la Giulio Verne ha posato sui fondali marini circa 1.800 km di cavi per il trasporto di elettricità.

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Un’immagine della posa sul fondale marino
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Il collegamento “elettrico” con la Sardegna era stato già realizzato. Si trattava di collegare l’isola con la Toscana, attraverso la Corsica. I cavi sottomarini impiegati sono stati il SACOI, il SACOI1 e il SACOI2 rispettivamente nel 1966, 1987 e 1992, ormai però insufficienti alle esigenze del sistema elettrico locale e nazionale. L’entrata in esercizio di SA.PE.I porterà alla prossima dismissione del suo “antenato” SACOI2.

Il sistema HVDC

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HVDC in configurazione bipolare
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La configurazione del sistema HVDC è bipolare. Ciò significa che vi sono due poli separati con polarità opposta (anodo e catodo). Il conduttore di ritorno è atterrato e nel funzionamento normale non è attraversato da corrente. In caso di guasto, invece, i due poli possono lavorare separatamente e vi sarà passaggio di corrente nel conduttore di ritorno.

Per saperne di più: http://www.sapei.it/LinkClick.aspx?ileticket=miCJgjDYNgg%3d&tabid=242