Durante Energia del Futuro 2019 i partecipanti si sono dovuti confrontare su tre tematiche correlate in diversi modi al concetto di Smart City ed innovazione energetica. Il tutto è avvenuto con la collaborazione di tre relatori che hanno presentato le loro visioni e le loro ricerche nel campo. In questo articolo abbiamo voluto raccogliere gli spunti, le esperienze e le discussioni più interessanti in relazione alle Comunità Energetiche.

A valle dei tre interventi dei relatori, nei tavoli, si sono accese discussioni interessanti. Nel merito si è parlato di cosa sono le comunità energetiche, come possono essere utilizzate ai fini della sostenibilità e del progresso, da dove possiamo cominciare. Quanto segue è volutamente suddiviso in punti tematici, tanto diversi quanto intra-connessi tra di loro: da dove partire, le persone, la tecnologia e le sfide più urgenti.

Secondo quanto raccolto dai partecipanti, i punti di partenza per costruire delle comunità energetiche funzionanti ed efficienti, oltre che sostenibili ed ottimizzate sono: gli edifici, i comuni o le circoscrizioni, produzione di energia, gestione del verde, incentivazione. In relazione agli edifici, si è fatto riferimento alla riqualificazione del parco abitativo esistente, oltre che alla modernizzazione tramite tecnologie che permettano di raggiungere gli obiettivi degli Smart Buildings o NZEB. Bisognerebbe, inoltre, pensare ad un’incentivazione governativa per l’installazione di sensoristica sia in abitazioni (per privati) che in aree urbane (per enti pubblici). Per facilità funzionale, si è convenuto che è sempre meglio partire da piccole realtà in cui si dovrebbero testare servizi o prodotti innovativi: quindi piccoli comuni, o piccole aree urbane, o quartieri. Dal punto di vista della produzione energetica, bisognerebbe puntare sulla decentralizzazione o delocalizzazione, preferibilmente con fonti rinnovabili.

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Riguardo le persone, sono tantissime le parole (o concetti) che rappresentano bene le sfide che ci aspettano nel prossimo futuro; soprattutto se si vuole puntare sulle comunità energetiche a diversi livelli. E quindi è fondamentale la consapevolezza del pubblico ai problemi energetico-ambientali; come l’educazione, l’informazione oggettiva, la discussione: così da costruire una comunità con una coscienza critica. Non meno rilevante è la comunicazione o la pubblicità in questo senso. Ma è anche importante la collaborazione tra le persone, effetto della loro responsabilizzazione e della gratificazione (che si viene a creare) al cambiamento.

Al giorno d’oggi non ci potrebbe essere una Smart Community senza la tecnologia, già in nostro possesso ma, il più delle volte, mal utilizzata. E quindi alcune delle idee o esperienze emerse sono:

  • teleriscaldamento collegato ad impianto produttivo a biomassa,
  • reti elettriche bidirezionali (anche piccole) controllate con fotovoltaico e accumuli,
  • sistemi di monitoraggio per persone anziane (di facile visualizzazione/utilizzo) …

In inglese si dice “Last but not Least”, e le sfide che ci aspettano sicuramente non sono minime, anzi, sono enormi. Una delle tante riguarda sicuramente i dati e il problema della privacy che ne segue. Queste sono connesse alla digitalizzazione spinta che stiamo vivendo in questi anni, e indirettamente anche al completo o parziale rinnovamento delle infrastrutture energetiche. Ma la sfida più grande è senza dubbio la burocrazia in Italia, che diventa più generalmente normativa nel contesto europeo e mondiale. Per concludere, si è convenuto che spingere verso comunità energetiche con consumi corrispondenti al tasso di crescita economico sarebbe un plus verso un’economia circolare, e quindi verso la sostenibilità.

Qui potete trovare i link all’articolo riguardante la discussione sugli Smart Buildings e sull’Energy Management.