Un ricercatore del MIT dice che dovremmo buttare via tutta la nostra plastica riciclabile invece che riciclarla.

Dal MIT un parere sul riciclo

Il ricercatore, presso il MIT, Andrew McAfee, nel suo libro “More From Less” ci racconta come solo 40 anni fa l’America guardava con speranza all’idea di addetti al servizio di raccolta rifiuti che andavano porta a porta raccogliendo lattine, plastica e carta per essere riciclati. Nel 1980 nel New Jersey, a Woodbury, questa idea divenne realtà per la prima volta.
In seguito, progresso tecnologico e rigide normative hanno permesso di ridurre i consumi garantendo allo stesso tempo la crescita economica.

Quando ci riferiamo ai metalli, McAfee, nel suo libro, li definisce come materiali eccezionali da riciclare. La pratica del loro riciclo infatti ci fornisce “nuovi metalli” a prezzi più bassi e riduce le emissioni totali di gas serra in maniera considerevole. Il suo pensiero risulta molto simile se si parla di riciclo della carta.

La questione plastica

Quando, però, si parla di plastica, McAfee è convinto che gli americani (e gli uomini tutti, ndr) dovrebbero prendere i rifiuti di plastica e seppellirli in discariche moderne e ben gestite. Secondo il suo parere, i tentativi di riciclo della plastica sono una perdita di tempo ed energia. Cerchiamo di capire il suo punto di vista.

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“Il beneficio in termini ambientali del riciclo della plastica è così basso da non valerne la pena” dice McAfee. Aggiunge che “da quando la Cina ha impedito l’importazione di rifiuti stranieri per avviarli al riciclo, il costo del riciclo è così elevato che si finisce a termo-valorizzare o seppellire in discarica materiali riciclabili”.

Un esempio che McAfee fornisce è legato ad uno studio condotto in Gran Bretagna: una busta in materiale non plastico dovrebbe essere riutilizzata diverse centinaia di volte per essere considerata più sostenibile di una busta di plastica.

Un report del 2017 ci racconta come solo il 9% della plastica che utilizziamo ogni giorno è riciclata mentre una stima di McKinsey ci dice che solo il 16% della plastica inviata al riciclo è effettivamente convertita in nuovi prodotti.

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McAfee sostiene che, invece di preoccuparci del riciclaggio della plastica,  dovremmo concentrarci nello spingere i governi a investire su fonti energetiche ecocompatibili, ad esempio. Oltre la metà delle emissioni industriali di gas serra del mondo può essere ricondotta a 25 grandi aziende mondiali, come riportato nel “Carbon Majors Report”.

Un sostegno dalla politica

Questa visione sembra essere condivisa dalla candidata democratica Elizabeth Warren. Durante il “climate town hall” della CNN ha espresso parole molto simili: “queste grandi multinazionali suscitano controversie su lampadine, cannucce e cheeseburger. Il 70% dell’inquinamento, però, proviene da settori completamente differenti, come trasporti, energia e processi industriali”.

A volte, l’ascolto di un parere diverso dal proprio è importante per allargare i propri orizzonti. In questo caso, mi sento di raccomandarvi di continuare a differenziare correttamente i materiali plastici per avviarli al riciclo e limitarne gli effetti sull’ambiente. L’idea di economia circolare è un punto cardine su cui fondare il futuro della società, e su questo non credo ci sia da discutere.