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Dal carbone al green, la transizione energetica dell’India

Categorie Energy mix · Fonti fossili · Rinnovabili

Il carbone è ancora oggi la principale fonte energetica in India. Infatti, più del 75% dell’energia elettrica totalmente prodotta nel Paese proviene dalla combustione del carbone. Lo riporta la IEA (International Energy Agency), nel suo rapporto sul mix energetico indiano relativo all’anno 2020. La restante parte è divisa tra altre fonti fossili (6%), nucleare (3%) e rinnovabili (18%). In quanto potenza economica e industriale in rapido sviluppo, l’India si aspetta di veder crescere ulteriormente il suo fabbisogno energetico. In quest’ottica, risulta assolutamente necessario un approccio mirato alla transizione energetica verso fonti più green.

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La produzione di energia elettrica da carbone

L’energia elettrica si produce attraverso la combustione del carbone nelle centrali termoelettriche a vapore. Queste sono costituite da una camera di combustione, nella quale si introduce il carbone (di solito sotto forma di polverino, al fine di migliorarne l’efficienza di combustione). Il calore così generato si trasferisce all’acqua di alimento, che cambia stato diventando vapore. A questo punto, il vapore appena generato, ad elevato contenuto entalpico, viene inviato ad espandere in turbina. L’energia chimica del combustibile si trasforma perciò in energia meccanica, disponibile all’albero della turbina. Questa energia viene infine convertita in energia elettrica attraverso dei turboalternatori (o generatori).

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Schema di centrale termoelettrica a combustibile fossile – Fonte: treccani.it

Le conseguenze dell’utilizzo del carbone

La combustione del carbone comporta delle enormi conseguenze sia dal punto di vista ambientale che della salute delle persone. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ed il Global Burden of Disease Study (GBD), le due più importanti fonti di informazione sul numero di morti premature ed evitabili associate all’inquinamento dell’aria, il numero annuale di morti supera i 4 milioni nel mondo. In India, dove è il sistema energetico è quasi totalmente basato sullo sfruttamento del carbone, l’inquinamento dell’aria è responsabile di circa il 18% di questi decessi. Per quanto riguarda l’impatto ambientale, il carbone è il secondo combustibile fossile più utilizzato (dopo il petrolio), ma la sua combustione è la prima causa di emissioni di CO2 in atmosfera. L’anidride carbonica è tra i gas a effetto serra (GHG) che maggiormente contribuisce al riscaldamento globale.

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Il fabbisogno energetico dell’India e la transizione verso una produzione energetica più sostenibile

Uno scenario di questo tipo, interamente basato sullo sfruttamento del carbone, è destinato a peggiorare se si considera che il fabbisogno energetico indiano è destinato ad aumentare. L’India, infatti, è una potenza economica e industriale in rapida crescita. Sempre secondo l’IEA, la domanda di elettricità in India potrebbe addirittura triplicare nei prossimi 20 anni. Di fronte a queste prospettive, il Paese ha intrapreso un ambizioso percorso verso un futuro più sostenibile. Bloomberg NEF prevede che la quota delle fonti a zero emissioni salirà dal 24% del 2019 al 43% nel 2030, e l’obiettivo è arrivare al 67% entro il 2050. Per centrare questo traguardo il piano energetico nazionale voluto dal Primo ministro Narendra Modi prevede di aumentare la potenza rinnovabile installata dagli 86 GW della fine del 2019 a 175 GW nel 2022 e, in seguito, a 450 GW, con un aumento complessivo del 423%.

La transizione energetica dell’India: gli investimenti di Enel Green Power

In questo percorso verso una produzione energetica più sostenibile si inserisce anche l’Italia, attraverso la presenza di Enel Green Power. Il gruppo italiano, infatti, conscio dell’importanza strategica dell’India, ha deciso di investire nel Paese. La presenza di EGP in India risale al settembre 2015, a seguito dell’acquisizione della maggioranza di BLP, un’azienda con tre parchi eolici situati negli Stati occidentali del Maharashtra e del Gujarat. Gli impianti in questione, con una potenza installata complessiva di 172 MW, producono 320 GWh all’anno. Fra il 2018 e il 2019, poi, EGP ha preso in gestione altri due impianti eolici nel Gujarat: il parco Coral (da 285 MW) e il parco Dwarka (da 190 MW), che entreranno in attività rispettivamente nel 2021 e nel 2022.

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Altri progetti green in India: l’energia solare

Nel percorso di transizione energetica, l’India affianca allo sfruttamento dell’energia del vento anche quello dell’energia sole. Nel 2020, infatti, EGP ha avviato il progetto per un impianto solare con una capacità di picco di 420 MW nello Stato nord-occidentale del Rajasthan. La costruzione inizierà nel 2021 e la produzione a regime è stimata in oltre 750 GWh all’anno. Con questo progetto EGP India supera il traguardo simbolico di 1 GW di capacità totale.

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