News da Bruxelles: è stato approvato l’ultimo step del Pacchetto per l’energia pulita. Tra le misure approvate una maggiore integrazione delle rinnovabili, più diritti ai consumatori e limitati i sussidi alle centrali elettriche a fonti fossili.

Sono durati 12 ore i negoziati tra i rappresentati del Parlamento, Consiglio e Commissione Ue, per arrivare anche ad un accordo circa le proposte di norme per la riforma del mercato elettrico europeo.

Con questo accordo, si pone fine al lungo iter legislativo partito nel 2016, che ha portato all’approvazione delle otto proposte contenute nel Pacchetto energia pulita.

Tra le misure più significative approvate:

  • maggiore flessibilità del mercato per gestire una quota sempre maggiore di energia rinnovabile a livello di trasmissione e distribuzione dell’energia;
  • introduzione di un nuovo limite per gli impianti di generazione che possono ricevere sussidi, come i meccanismi di capacity market;
  • eliminazione graduale dei sussidi agli impianti di generazione che emettono un quantitativo di CO2 pari o superiore a 550 gr/kWh. Le misure saranno applicate a tutte le nuove centrali elettriche costruite dalla data di entrata in vigore del Regolamento sul mercato elettrico; mentre per quelle esistenti le misure si applicheranno a partire dal 2025.

Più diritti per i consumatori

Tra le misure previste anche maggiori garanzie per i consumatori: il nuovo quadro di proposte approvate consente la partecipazione attiva dei consumatori al mercato elettrico e garantisce maggiori tutele riguardo al cambio di fornitura, il diritto ad avere contatori smart, l’accesso gratuito a uno strumento di confronto dei prezzi dell’elettricità on line, accesso ai contratti con prezzi dinamici. Maggior tutela per i consumatori più deboli. Le nuove regole prevedono che gli Stati membri possano adottare prezzi regolamentati dell’energia, in modo da tutelare le famiglie con difficoltà economiche.

L’accordo verrà ora sottoposto all’approvazione della commissione per l’industria, la ricerca e l’energia e alla plenaria del Parlamento e, solo successivamente, al Consiglio Ue.