venerdì, 18 Settembre, 2020

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Torino e la nuova centrale idroelettrica sulla Dora

Da pochi giorni il via ai lavori per la costruzione della nuova centrale idroelettrica sulla Dora. La centrale alimenterà energeticamente 800 famiglie.

Da pochi giorni il via ai lavori per la costruzione della nuova centrale idroelettrica sulla Dora Riparia. I lavori per il nuovo impianto, in Lungo Dora Colletta tra i ponti Emanuele Filiberto e Washington dovrebbero terminare, da programma, entro la primavera del 2021. La nuova centrale avrà una producibilità elettrica annua di circa 2400 MWh l’anno, pari al fabbisogno medio annuale di 800 famiglie.

La nuova centrale sulla Dora

Il progetto della centrale idroelettrica sulla Dora è stato elaborato dallo Studio Rosso Ingegneri Associati. Non è però la prima centrale idroelettrica sulla Dora: nel 2017 lo studio di progettazione si è occupato su una centrale all’altezza del Regio Parco. Il progetto della nuova centrale si basa sul modello di quella del 2017. Nel seguito ne parleremo dettagliatamente.

Come detto precedentemente, la centrale sorgerà nel tratto compreso tra i ponti Emanuele Filiberto e Washington. Nella figura il tratto rosso rappresenta la zona di interesse.

nuova centrale idroelettrica sulla Dora
Mappa del tratto interessato dai lavori della nuova centrale idroelettrica sulla Dora Riparia
fonte: maps.google.it

Il progetto prevede la realizzazione di uno sbarramento che sfrutterà un salto nominale di 2.40 metri (come per la centrale del Regio Parco) per produrre 2400 MWh/anno di energia. Di seguito è mostrata la sezione dell’impianto della centrale del Regio Parco, sul cui modello si base la nuova centrale idroelettrica sulla Dora. La presa della centrale è localizzata a monte dello sbarramento e lo scarico immediatamente a valle. Sulla destra della traversa sono stati ricavati un passaggio per l’ittiofauna e un condotto sghiaiatore. A valle della traversa si è prolungato il corazzamento del fondo con massi ciclopici per limitare i fenomeni erosivi estendendolo al fondo dello sbocco del canale di scarico e della scala di risalita dei pesci. La nuova centrale sulla Dora, come quella del Regio Parco, sarà dotata di una turbina Kaplan a bulbo di potenza nominale di 248,6 kW e massima di 450 kW.

sezione nuova centrale idroelettrica sulla Dora
Sezione dell’impianto della centrale del Regio Parco.
fonte: icanaliditorino.it

Non solo energia pulita, ma anche sicurezza

Oltre a produrre energia rinnovabile, la nuova centrale idroelettrica sulla Dora ridurrà i rischi di esondazione. Questo perché uno sbarramento gonfiabile, come un gommone, verrà installato lungo la soglia più bassa. Esso determina l’incremento dei livelli in condizioni ordinarie; quando si verifica la piena lo sbarramento viene sgonfiato, migliorando così il deflusso delle acque.

In figura è mostrato un esempio di questo tipo di sistema. Gli sbarramenti in tessuto gommato sono sistemi di sbarramento delle acque che possono essere facilmente azionate manualmente e/o automaticamente. La particolarità di questi sistemi consiste essenzialmente nel poter lasciar passare le piene senza alcun rischio di danni alle strutture e all’ambiente circostante.Essi possono rimanere nascosti al di sotto del pelo libero di bacino con il notevole vantaggio di non costituire motivo di impatto ambientale negativo.

nuova centrale idroelettrica sulla Dora
Sbarramento gonfiabile per ridurre rischio di esondazione
fonte: hab.it

In caso di piene i sistemi si sgonfiano e si abbassano lentamente, restituendo all’alveo l’intera sezione, fino a quando il pericolo di piena non sia completamente rientrato. Il tessuto gommato di cui sono costituite è ad altissima resistenza, protetto da un rivestimento polimerico che gli conferisce le opportune caratteristiche di impermeabilità e resistenza alle condizioni climatiche, senza nessun rilascio di sostanze inquinanti in acqua.

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1 COMMENTO

  1. Sono felice che, per generare elettricità iper pulita, sfruttando le correnti dei fiumi, finalmente si rinunci alle maledette economie di scala “bigger is better”, che hanno sostenuto la vorticosa crescita industriale del secolo scorso, con conseguenze ambientali disastrose. Si smette di stravolgere i territori circostanti un fiume con danni sociali, economici, climatici, agricoli, ecc. – Immensi disastri a lungo termine.
    Sugli oltre 3000 impianti idroelettrici nel mondo, mi permetto di ricordare i disastri più incredibili:
    • High Aswan Dam Hydroelectric Power Plant – Nile River – Egypt 1970
    • Itaipu Dam Hydroelectric Power Plant – Paraná River – Brazil-Paraguay border 1984
    • Three Gorges Dam Hydroelectric Power Plant – Yangtze River – China 2008
    Grazie per l’attenzione, come chimico cittadino del mondo sono molto grato agli ingegneri che hanno saputo sposare con successo l’approccio “small is much better”!
    F. Leone

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Francesca Marasciuolohttp://energy.closeupengineering.it
Laureata magistrale in Ingegneria Elettrica al Politecnico di Bari. Mi occupo di Smart Grid, e di come si possano coniugare fonti rinnovabili, mobilità elettrica e sistema elettrico. Autrice di #EnergyCuE da Luglio 2017. Sempre curiosa di nuove soluzioni tecnologiche per la produzione sostenibile di energia elettrica, mai stanca di imparare!