Per la XXXII edizione dei Giochi Olimpici del 2020, Tokyo punta sulla sostenibilità. Riciclo e tutela dell’ambiente saranno i protagonisti della prossima edizione che si terrà dal 24 luglio al 9 agosto del 2020.

Le iniziative

Le principali iniziative riguardano soprattutto il parco-medaglie e i podi. Partendo dagli ultimi, essi verranno realizzati con plastica riciclata e recuperata dai mari. Secondo gli organizzatori, sono previste 45 tonnellate di plastica raccolte, per realizzare i 100 podi per le premiazioni. Gli stessi, al termine dei giochi, verranno consegnate a scuole e strutture sportive.

Per quanto riguarda le medaglie, il progetto prevede l’utilizzo di metalli recuperati da apparecchiature elettroniche dismesse. Secondo le stime degli organizzatori, saranno necessari 30.3 kg d’oro, 4.100 di argento e 2.700 di bronzo. L’operazione di riciclo ha già permesso la raccolta del quantitativo di bronzo argento e oro richiesto. Sul sito del progetto chiamato Tokyo 2020 Medal Project è possibile visionare la quantità fino ad ora raccolta dei vari metalli. In realtà già ai Giochi Olimpici di Rio del 2016 il 30% delle medaglie proveniva da materiale riciclato.

Saranno le Olimpiadi della sostenibilità?

La grande attenzione al riciclo di plastiche e metalli rende questi giochi sicuramente più sostenibili. Tuttavia non sono mancate le polemiche. Non troppo tempo fa, infatti, l’organizzazione dei Giochi Olimpici è stata accusata da parte di un elevato numero di ONG ambientaliste, di non aver dichiarato la provenienza del legname usato per la costruzione dello stadio. L’organizzazione ha risposto, dichiarando che buona parte del legname raccolto proviene dalle foreste del sud-est asiatico. Dichiarazione che  ha sconcertato l’opinione pubblica, sapendo che le foreste di Indonesia e Malesia sono quelle che registrano i tassi più alti di deforestazione. Che si tratti di approvvigionamento illegale e poco sostenibile, non è stato confermato. D’altronde, non è previsto alcun obbligo di dichiarare l’origine del legname.