Dopo la grandiosa edizione del 2018, con più di 18.000 partecipanti, torna, anche quest’anno, il Web Marketing Festival. Sono attesi più di 500 tra speaker ed ospiti, divisi tra i diversi mainstage e sale formative. Nel 2019, tra i vari temi trattati ci saranno: Social Media, Robotica, Intelligenza Artificiale, Startup & Imprenditorialità, Professioni Digitali, Open Innovation, Cambiamenti Climatici e Pubblicità. E tra le 55 sale formative, ci sono anche la sala energia e la sala sostenibilità.

Proprio in quest’ultima, la società di ricerche di mercato IPSOS nella persona di Andrea Alemanno porterà nella discussione una nuova consapevolezza sullo stato di salute del pianeta, partendo dalla percezione che gli italiani hanno del concetto di sostenibilità.

A questo proposito proponiamo di seguito alcuni passaggi fondamentali del comunicato stampa redatto da Simone Di Sabatino.

Negli ultimi anni si sta parlando sempre più di sostenibilità ma la grande maggioranza delle persone la intende prevalentemente dal punto di vista ambientale. Secondo i dati raccolti dalla società ricerca di mercato IPSOS, il 35% degli intervistati associa spontaneamente il concetto di “sostenibilità” all’impatto ambientale, mentre il 28% intende un sistema in grado di utilizzare le risorse sociali e naturali in maniera più efficiente per garantire la prosperità nel lungo periodo. Il 14% delle persone invece si riferisce soprattutto ad una sostenibilità economica, mentre l’11% associa il tutto ad una sostenibilità sociale, cioè in difesa e all’inclusione di chi è in difficoltà.

La percezione è in continuo cambiamento, poiché sempre più persone si stanno informando su cosa sia effettivamente la sostenibilità: nel 2014 solamente il 12% sapeva di cosa si trattava mentre nel 2018 la percentuale è salita fino al 20%. Nonostante il tema sia spesso anche agli onori della cronaca, c’è ancora un gap informativo importante e in molti continuano a non comprendere cosa sia sostenibile e cosa non lo sia, quali aziende operino in modo sostenibile e quali no.

In Italia il 20% degli italiani crede fortemente nella sostenibilità e in tutti i suoi valori. La popolazione italiana si dimostra mediamente informata sull’argomento e il 50% sarebbe portato a tenere comportamenti sostenibili in modo da aiutare la società, ma ha un atteggiamento un po’ passivo ed ha bisogno di spinta e sostegno in questo senso. C’è però ancora una percentuale (13%) che dimostra un completo disinteresse sulla sostenibilità mentre il 17% si ritiene informato ma con grossi dubbi sull’effettiva efficienza, insinuando si tratti di una semplice finalità commerciale.

Gli aspetti che portano l’attenzione sulla sostenibilità si potrebbero sintetizzare in tre semplici punti:

  • etica: il consumatore che rispetta l’ambiente cerca di migliorare il modo in cui si pone verso il mondo;
  • paura: i cambiamenti climatici preoccupano più del dovuto e per questo i consumatori cercano di limitare il loro impatto negativo sul pianeta;
  • qualità: i prodotti realizzati in maniera sostenibile sono qualitativamente migliori e ciò spinge i consumatori ad acquisti responsabili.

Il secondo punto sembra essere oggi la leva più importante in questo processo di sensibilizzazione: la consapevolezza del surriscaldamento globale ha impensierito molti consumatori. Il 70% della popolazione mondiale è convinta che tutti i cambiamenti climatici siano ormai evidenti e l’84% dichiara anche di essere molto preoccupato per il futuro del pianeta. Una delle problematiche più evidenti è senz’altro la formazione delle isole dei rifiuti che riempiono gli oceani – come il Pacific Trash Vortex – e il 74% della popolazione pensa di aver contribuito personalmente a questo disastro ambientale”.

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