Articolo a cura di Riccardo COCCI

Un anno fa, nel Settembre 2017, è stato lanciato un nuovo progetto europeo chiamato ESFR-SMART, ovvero European Sodium Fast Reactor – Safety Measures Assessment and Research Tools.

Cosa è un reattore nucleare al sodio?

Perché l’Unione Europea finanzia progetti sul nucleare?

Un reattore nucleare refrigerato a Sodio è uno dei sei concetti di “IV generazione”, oltre a lui troviamo il reattore refrigerato a piombo, quello a sali fusi, a gas, il reattore ad altissima temperatura e infine il reattore ipercritico ad acqua.

Più in generale, che cosa è la quarta generazione dei reattori nucleari? Il nucleare del futuro, dove si è migliorata la sicurezza, l’economicità, la non-proliferazione e l’affidabilità…. E soprattutto si chiude il ciclo del combustibile.

Avete mai sentito parlare di scorie radioattive? I reattori di quarta generazione, utilizzando neutroni ad elevata energia, riescono a limitare la quantità di scorie che escono dalla centrale a fine ciclo ma soprattutto, udite udite… riescono a bruciare come combustibile le scorie nucleare prodotte fino ad ora! Questo vuol dire che non solo si riduce il problema dei rifiuti nucleari per il futuro ma si risolve anche quello del passato.

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esfr-smart.eu

Questo progetto europeo vede 19 organizzazioni (tra le quali l’italiana ENEA) di 9 paesi europei unirsi, per la durata di 48 mesi. Lo scopo è quello di studiare, verificare e validare i nuovi aspetti di sicurezza del reattore europeo veloce refrigerato a sodio. Il tutto grazie a studi teorici, computazionali e sperimentali.

Alla fine del primo anno del progetto si è già a buon punto e si è deciso di sensibilizzare l’opinione pubblica con un video, alla portata di tutti, dove si spiegano le caratteristiche peculiari del nuovo reattore. Questo video è stato realizzato al Paul Scherrer Institut (Svizzera) da Riccardo Cocci, studente di Ingegneria Energetica e Nucleare della Sapienza, Università di Roma, sotto la guida del Dottor Konstantin Mikityuk, pioniere di questa tecnologia.

Ricordiamo che questa nuova tecnologia non è pura fantascienza, basta pensare che reattori simili (costruiti per dimostrare la fattibilità dell’opera) ci sono già stati in Francia con Phénix e Super-phénix, ormai entrambi chiusi, e ci sono tutt’ora in Russia e in India, rispettivamente BN800 e PFBR.