mercoledì, 8 Luglio, 2020

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Calore dalla Metro alle nostre Case, Progetto Pilota a Torino

 

Teoricamente, un qualsiasi corpo A ad una temperatura più alta rispetto ad un corpo B, può cedere del calore. Questo significa che il corpo A si raffredderà, e il corpo B si riscalderà. Primo Principio della Termodinamica (o legge della Conservazione dell’Energia) docet.

Se ci fosse, allora, un modo per sfruttare il calore – pressoché – costante del sottosuolo? Questi sistemi sono, ormai, più che maturi. Le tecnologie geotermiche risalgono agli inizi del ‘900. La prima centrale di discrete dimensione, in effetti, è stata costruita in Italia. E l’Italia è stata, e rimane, innovatrice nel campo (es. la centrale geotermica a zero emissioni inquinanti e le idee innovative esportate all’estero).

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Enertun

Qualsiasi struttura posta nel terreno, quindi, può sfruttare l’energia geotermica a bassa entalpia. Le gallerie rappresentano un esempio valido. E allora, perché non utilizzare le gallerie della metro? Da questa domanda è partito il progetto ENERTUN, finanziato dalla Regione Piemonte in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile, Geotecnica del Politecnico di Torino e la società Desa srl.

In queste settimane si stanno installando i primi conci prefabbricati (che vedete in foto) nella nuova tratta Lingotto – Bengasi della linea 1 della metro di Torino in costruzione. Si tratta di un progetto pilota unico nel suo genere.

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Barla & Perino

Ogni concio è composto da un elemento strutturale in CLS (calcestruzzo) ed un sistema di condotti integrato nel CLS per lo scambio termico. Ognuno dei conci può essere equipaggiato con un singolo circuito sul lato concio-terreno o concio-aria (se le gallerie non sono sotterranee); o ancora con un sistema doppio per permettere lo scambio termico su ambo i lati. Ciascun elemento è collegato con quello attiguo ed è in grado di garantire continuità in un unico circuito per ogni anello strutturale. A detta dei progettisti, il sistema permette di massimizzare lo scambio termico e riduce le perdite di carico.

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Barla & Perino

Una delle idee originarie era quella di utilizzare l’acqua calda a bassa temperatura in tecnologie a pompa di calore localizzata in un unico punto che coincide con il nuovo grattacielo della Regione Piemonte in fase finale di costruzione proprio lungo il prolungamento della linea 1. In altri casi si parla di sfruttare questa fonte di calore per le abitazioni nelle vicinanze. Tuttavia, stando ai calcoli effettuati da gruppo di ricerca del professor Marco Barla e del professor Andrea Perino, si potrebbero estrarre circa 450 kW termici. Il valore è determinato da circa 1350 m in lunghezza di conci, supponendo un valore conservativo di estrazione di circa 10 W al metro quadro.

Se ci guardassimo intorno, noteremmo forme di energia – soprattutto termica, e specialmente a bassa temperatura – gratuita che si potrebbe sfruttare in modi diversi. ENERTUN ne è un esempio e, speriamo, riesca nell’impresa. Ad oggi i dati parlano chiaro, e la produzione è maggiore di quello che si è calcolato con i modelli matematici.

 

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Lorenzo Rubino
Laureato magistrale a 24 anni in ingegneria energetica al PoliTO. Esperto in efficienza energetica industriale, commerciale, residenziale. Progettista tecnico di impianti rinnovabili e tradizionali. Responsabile di #EnergyCuE da marzo 2015. Appassionato di nuove tecnologie e policy, soprattutto se finalizzate alla sostenibilità della produzione di energia. Mi sento curioso, riflessivo ma anche spontaneo, diretto e pragmatico, da buon ingegnere!