Nel 2010 Marino Morikawa ricevette la classica telefonata che ti cambia la vita. Dall’altra parte della cornetta c’era suo padre. Gli raccontò di come il laghetto acquitrinoso, che aveva fatto da sfondo all’infanzia di Marino in Perù, fosse diventato così inquinato da correre il rischio di essere prosciugato. Sebbene all’epoca lo scienziato ambientale lavorasse nei laboratori dell’Università giapponese di Tsukuba; decise di affrontare i 15000 km che lo separavano dalla sua famiglia per vedere con i suoi occhi cosa stesse succedendo a El Cascajo.

Marino Morikawa e l’acquitrinio di El Cascajo

L’acquitrinio di El Cascajo, a 80 km da Lima, capitale del Perù, nella valle del Chancay, era il luogo dove Marino era solito andare a pescare con suo padre da bambino. Ma quando Marino tornò al suo villaggio si ritrovò di fronte, non più ad un laghetto balneabile, ma a qualcosa che assomigliava molto ad una fossa a fanghi attivi per la depurazione delle acque reflue. Le acque erano maleodoranti e la vegetazione era in un avanzato stato di putrefazione.

Dai primi sopralluoghi capì che le cause principali di questo cambiamento erano lo sversamento illegale di rifiuti e i liquami degli allevamenti animali che defluivano direttamente nella zona acquitrinosa. Inoltre, la Pistia Stratiotes, anche detta lattuga acquatica, aveva invaso l’acquitrino ricoprendo completamente lo specchio d’acqua, alterando e allontanando la fauna e la flora tipica di quei luoghi. Nonostante il comune, qualche anno prima, avesse attivato un depuratore e limitato le cause di inquinamento, la situazione sembrava compromessa.

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Quindi il Dottor Morikawa decise di riportare l’ecosistema ai tempi della sua infanzia, spinto sia da un ardore romantico sia dalla necessità di salvaguardare un particolare tipo di habitat che riveste una notevole importanza per diversi aspetti. Infatti, paludi e acquitrini (anche detti zone umide) svolgono la funzione di attenuazione e regolazione dei fenomeni come le piene dei fiumi, rallentando il deflusso delle acque e riducendo il rischio di alluvioni, creano condizioni favorevoli per la decomposizione microbica della sostanza organica e rappresentano, a livello mondiale, una delle tipologie di habitat più importanti per la conservazione della biodiversità.

Il Metodo Morikawa

Il metodo di bonifica di Morikawa non utilizza materiali costosi e si divide in 3 fasi.

  • La prima fase del lavoro, effettuata con la partecipazione degli abitanti locali, consiste nella pulizia manuale dalle piante invasive. Le tonnellate di lattuga acquatica rimosse dal le zone umide sono state utilizzate come compost organico per rendere fertili zone aride e aree desertiche.
  • Nella seconda fase viene istallato, in profondità, un sistema di gorgogliamento di “nanobolle”. A causa dei diametri nanometrici le bolle impiegano dalle 5 alle 8 ore per raggiungere la superficie, e grazie al campo elettromagnetico generato dalla superficie sferica esse attirano e intrappolano virus e batteri. Questi microorganismi nocivi, una volta intrappolati, muoiono e raggiunta la superficie vengono biodegradati dai raggi solari.
  • La terza fase prevede l’utilizzo di un biofiltro, composto da un supporto poroso sul quale vengono fatti proliferare dei microrganismi. Le sostanze inquinanti trasportate dal flusso entrano in contatto con i microrganismi i quali le metabolizzano e le trasformano in prodotti di reazione non più odorigeni producendo acqua ed anidride carbonica come sostanze di scarto. Per mettere a punto questo filtro il Dottor Morikawa ha utilizzato i materiali ceramici di cui è ricca la valle del Chancay e molto probabilmente si è avvalso dei suoi studi universitari sull’applicazione del Lactobacillus plantarum per il trattamento delle acque reflue.

Progetti per il futuro

Con questo metodo, dopo due anni di studi e di analisi sul campo, in 15 giorni Marino ha “ripulito” El Cascajo che attualmente gode di una salute invidiabile ed ha visto il ritorno degli uccelli migratori e dei pesci. Ma i progetti di Morikawa non si sono fermati qui, infatti, nel giro di pochi anni ha contribuito alla bonifica di più di 30 bacini idrici inquinati e attualmente sta cercando di convincere le autorità Peruviane a sovvenzionare il suo progetto Reto 15-Titicaca per la bonifica del lago più “alto” del mondo che attualmente versa in un grave stato di inquinamento.

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