domenica, 25 Ottobre, 2020

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Il mercato del parco auto elettrico italiano ed europeo, tra presente e futuro

Il parco auto in Italia ed Europa è in continua evoluzione, la stima di mercato però segue i vantaggi di una mobilità basata sempre più sull’elettrico

Nel precedente articolo si è affrontato il tema dell’abbattimento di emissioni in ambiente di sostanze dannose grazie ad un futuro automobilistico del parco auto totalmente elettrico. Si possono, quindi, analizzare i dati di mercato riguardanti le immatricolazioni di questa tipologia di veicoli per avere una stima dell’andamento sulle future vendite in Europa e in Italia.

L’andamento generale del mercato

Un quadro generale della situazione del parco auto europeo è stato tracciato dall’EAFO (European Alternative Fuels Observatory), ovvero l’osservatorio sulla mobilità alternativa creato dalla Commissione Europea.

L’area dell’UE è indubbiamente un campione piuttosto significativo ed esaustivo per capire meglio in che direzione si stia muovendo l’automobile elettrica. Infatti, circolano attualmente circa 290.000.000 vetture per trasporto passeggeri. Escludendo dunque i veicoli commerciali, autoarticolati, autobus e mezzi speciali.

Nel 2018 le automobili elettriche circolanti in Europa hanno raggiunto quota 636.000. Mentre nel 2017 ammontavano a 436.000. Un dato che rappresenta lo 0,22% del totale delle vetture circolanti nel vecchio continente.

Riguardo i dati di vendita nel 2017, in Europa sono stati immatricolati 135.000 nuovi Battery Electric Vehicle. Mentre nel 2018 il numero è cresciuto fino a lambire le 200.000 unità. Dato che assegna alle automobili elettriche una quota pari al 1,3% del totale del mercato automobilistico europeo e che comunque evidenzia un trend costantemente in crescita negli ultimi anni.

La crescita del parco auto elettrico in Europa

Naturalmente ci sono differenze marcate da Paese a Paese. Nell’intero arco del 2019 la Germania si è confermata la seconda nazione che ha registrato più immatricolazioni di automobili elettriche (67.000, +24% rispetto allo scorso anno). Seguita da Gran Bretagna (60.000, +26%) ed infine Francia (45000, +24%).

Tuttavia, il Paese in Europa più impegnato nel cambiamento è la Norvegia. Nel 2018 su un totale di 147.000 auto immatricolate, le BEV sono state ben il 31,2% del totale. Se si contano anche le Plug-In, si arriva al 49,2%. Inoltre, all’inizio del 2019, si è notato un ulteriore aumento (+37,8%) da parte del solo settore automobilistico elettrico. Arrivando a fine anno a registrare +49%, con più di 72.000 vetture.

Anche in Italia si può registrare questa tendenza verso un futuro più ecologico ed ecosostenibile. Con un incremento costante di automobili elettriche vendute negli ultimi anni.

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La crescita del parco auto elettrico in Italia

Il 2019 ha segnato infatti un importante traguardo per la diffusione dell’auto elettrica in Italia. Per la prima volta, ad aprile, è stata superata la soglia dei 1.000 veicoli immatricolati in un mese, e questo risultato si è ripetuto altre due volte nell’arco dell’anno.

Le immatricolazioni sono timidamente cresciute del +0,2% tra 2018 (0,3% de totale) e 2019 (0,5%). Ma ciò che è davvero positivo, è che nel primo bimestre del 2020 le vendite siano aumentate di 1.2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2019, incrementando da 0,2% a 1,4%.

I numeri sono nettamente inferiori rispetto al mercato interno totale dei veicoli o all’andamento della mobilità elettrica nei principali paesi europei, dove l’Italia rappresenta una quota del 2,5%. Tuttavia sono decisamente in crescita rispetto agli anni precedenti.

Un altro dato degno di nota consiste nel fatto che negli ultimi due anni, il numero assoluto delle nuove vetture è cresciuto abbondantemente sopra il 50% rispetto all’anno precedente.

Il legame tra l’aumento di veicoli e le infrastrutture di rifornimento

Un incremento di vendita di BEV certifica un aumento di veicoli sulle strade. Ed essi necessitano anche di un maggior numero di punti di rifornimento/di ricarica.

Ad inizio 2020 in Italia sono presenti poco più di 7.203 infrastrutture pubbliche di ricarica. Ovvero stazioni dedicate ad ospitare uno o più punti di ricarica, i quali ammontano a circa 13721 (+40% rispetto al 2019), in linea con la media europea.

Come accade per le stazioni di rifornimento di GPL o di gas metano, i punti di rifornimento sono distribuiti equamente tra Nord, che detiene il 51% delle installazioni (di cui il 53% di quelle “fast charge”, più potenti) e il resto del territorio. La Lombardia è l’unica regione con oltre 2.000 punti di ricarica, seguita da Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna. Ma sopra le 1.000 unità troviamo anche il Lazio.

Circa il 70% si trova in ambito urbano, su strada o in parcheggi pubblici. Quasi il 30% in punti d’interesse come centri commerciali e concessionarie auto. Mentre meno del 5% è extra-urbano.

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Tre differenti previsioni di sviluppo

Per concludere l’analisi è utile chiedersi quanti veicoli elettrici circoleranno in Italia in un arco temporale di medio/lungo termine. Considerando 10 anni, secondo un rapporto di E&S (Energy & Strategy Group) il parco auto elettrico varierà da 2,5 a 7 milioni.

Infatti sono stati tracciati diversi scenari:

  • il primo prevede che le nuove automobili elettriche arrivino a coprire il 30% delle immatricolazioni totali nel 2030 (dall’1,5% ipotizzato del 2020),
  • il secondo suppone che nel 2025 e nel 2030 si possano raggiungere percentuali di immatricolazione rispettivamente del 23% e del 55% dell’intero mercato italiano,
  • mentre il terzo ipotizza che nel 2030 possano circolare 7 milioni di veicoli elettrici con percentuali di vendita attorno il 65%.

Il rapporto conclude sottolineando che il vero impatto si manifesterà verso il 2025 e proseguirà una crescita molto sostenuta fino al 2030, a prescindere dalle varie valutazioni.

Quanto alle previsioni di sviluppo dell’infrastruttura di ricarica pubblica, anche la differenza tra le proiezioni è significativa, ma meno pronunciata. Al 2030, si va da un minimo di 34.000 punti di ricarica (+150% rispetto al 2019) ad un massimo di 73.000 (+440%). Il numero di punti di ricarica privati attesi varia invece da 1,7 milioni ai 6,3 nello scenario più estremo.

Articolo a cura di Enrico GALVAGNA

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