Elettricità ed illuminazione: noi non potremmo più farne a meno, ma in tanti Paesi ci sono comunità che vivono senza esse. Non si tratta solo di arretratezza tecnologica, bensì di un freno allo sviluppo sociale di questi luoghi. Il progetto Liter of Light nasce per portare luce ed elettricità anche nei posti più poveri e sottosviluppati.

L’iter of light è una ONG, fondata nel 2011 dalla filippina “My Shelter Foundation”. L’obiettivo principale è portare l’illuminazione eco-sostenibile alle popolazioni in stato di povertà, non solo energetica. Attualmente opera in 26 Paesi ed ha già installato più di 500000 luci, a beneficio di circa 2 milioni di persone. Nel 2017 si propone di avviare progetti anche in Sud America e in Medio Oriente.

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Quali tecnologie vengono impiegate?

Nei primi anni veniva impiegata una tecnologia nota come “Bottle Bulb”, ideata dall’ inventore brasiliano Alfredo Moser. Questo sistema è costituito da una bottiglia di plastica riempita con acqua e candeggina. Montato opportunamente sul soffitto, sfrutta la rifrazione della luce solare per illuminare una stanza. In particolare, una bottle bulb illumina, in media, come una lampada ad incandescenza da 40-60 W. In questo modo, però, si garantiva solo l’illuminazione interna diurna, ma non notturna. La soluzione arrivò nel 2013, quando in seguito all’emergenza del tifone Yolanda, è nato “Liter Of Light At Night”.

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Con l’impiego di un pannello solare da 1 W, una batteria e un led è stato possibile garantire anche l’illuminazione notturna. Ma non ci si è fermati qui! Infatti si è lavorato per arrivare a realizzare piccoli impianti di illuminazione da 10/20/30 Watt per l’illuminazione delle vie pubbliche.

Non solo evoluzione tecnologica…

Riprendendo le parole di Lorenzo Giorgi, direttore esecutivo e responsabile europeo di Liter of Light Noi vogliamo accompagnare i nostri beneficiari in una condizione di sviluppo favorevole per creare business sociale sull’innovazione e sulla produzione di piccoli impianti autonomi di accesso energetico.”

Liter of light si propone degli obiettivi che vanno al di là della semplice installazione di luci nei villaggi poveri. Infatti, si punta sul concetto di microimpresa, al fine di favorire la creazione di posti lavoro e lo sviluppo locale dei Paesi sottosviluppati. Inoltre, si impegna nella formazione del personale locale sia a livello amministrativo sia a livello energetico e tecnico.

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A livello di comunità sono vari i benefici rilevati in seguito all’installazione dei lampioni. Riduzione della criminalità e un maggiore senso di sicurezza favoriscono le attività commerciali e sociali.

Tra i partner del progetto in Italia ci son, tra gli altri, il Politecnico di Torino ed Enel, che collaborano per permettere una continua innovazione di questa tecnologia open source.