fusione nucleare, nucleare, sostenibilità, tecnologia, Francia, Italia, Made in Italy, Giappone, ITER, Close-up Engineering
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Da anni Enea (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) è in primissima linea negli studi sulla fusione nucleare. I centri di ricerca di Frascati e del Brasimone – parte del Dipartimento Fusione e Tecnologie della Sicurezza Nucleare – vantano oltre 50 brevetti negli ultimi 20 anni. Il Frascati Tokamak (FTU) sono il simbolo di quell’Italia che non si arrende ai mille problemi che ogni giorno un centro di ricerca può avere.

Enea è riuscita negli anni ad imporsi sul panorama scientifico/tecnologico internazionale fino ad arrivare, pochi anni fa, alla fondazione del progetto Diventor Tokamak Test facility (DTT). Quest’ultimo raccoglie in sé oltre 1.800 addetti per realizzare un polo tecnologico mondiale per la ricerca avanzata in campo fusione nucleare, parliamo di un progetto da 500 milioni di euro!

Tuttavia la vera notizia oggi riguarda il più grande progetto di fusione nucleare esistente al mondo: Iter. Quest’ultimo, per chi non lo sapesse, è il primo reattore a fusione nucleare al mondo che si pone l’obiettivo di produrre più energia di quanto il processo di produzione non ne richieda per funzionare in modo ottimale. Vi consigliamo vivamente di farvi un giro nel tour virtuale a 360° sul cantiere della mastodontica opera, ne vale la pena. Secondo gli studi servono 620 MW in ingresso, in uscita si oscilla tra i 500 e i 700 MW.

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Il 19 Maggio 2017 è stato ufficialmente presentato il componente per la fusione nucleare più tecnologico mai costruito al mondo. Trattasi di un magnete superconduttore di dimensioni impressionanti – circa 9 metri in larghezza – e pesante 300 tonnellate, caratterizzato per lo più da cavi superconduttori per una lunghezza totale di 5.000 m. Il grande orgoglio consiste nel fatto che questo componente ultra-tecnologico è stato costruito ed assemblato in Italia, precisamente a La Spezia, negli stabilimenti dell’ASG Superconductors. Quest’ultima è leader mondiale in progettazione e costruzione di superconduttori ad alto contenuto tecnologico e, in collaborazione con Enea, hanno costruito questo primo prototipo perfettamente funzionante di super magnete toroidale che verrà utilizzato in Iter. Secondo il progetto, l’Europa costruirà 10 delle 18 gigantesche bobine – tutte Made in Italy e tutte fatte dall’ASG. Le restanti saranno costruite, invece, in Giappone. Ogni bobina costa al progetto internazionale circa 17 milioni di euro. Una volta in funzionamento, secondo i calcoli teorici, l’insieme delle 18 bobine produrrà un campo magnetico di 11,8 Tesla (per dare un’idea, sarebbe circa 1.000.000 di volte più forte del campo magnetico della Terra. Scopo principale della tecnologia è intrappolare e compattare il plasma contenuto nel reattore senza che tocchi le pareti dello stesso, poiché – ed è stata questa la vera sfida – il plasma ha una temperatura di 150.000.000 di gradi! Non esistendo materiali al mondo che possano rimanere intatti a tali temperature. La soluzione? Non far entrare in contatto plasma e superficie del reattore, ovvio. Come farlo? Con un campo magnetico potentissimo, e quindi con le super bobine Made in Italy.

Sulla pagina Facebook di Enea ci sono video in cui si vede l’ultima parte della costruzione del super magnete (QUI) e anche il video in cui si vede il prototipo finito (QUI). Questo progetto ha portato in Italia contratti per un valore di quasi 900 milioni di euro, tutti in Ricerca e Sviluppo e tutti da parte dell’UE, in particolare dall’organizzazione Fusion for Energy (F4E).