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In seguito a nevicate o terremoti si assiste alla mancanza di energia elettrica a causa di guasti sulle linee. In questi casi si tratta di guasti di tipo meccanico (rottura dei cavi, caduta dei tralicci, ecc.). A volte si presentano, invece, guasti elettrici o cortocircuiti, di varie tipologie e con varie cause. Anche in assenza di guasti, comunque, gli impianti elettrici necessitano di manutenzione, al fine di limitare la possibilità di guasti e di aumentare la vita utile dell’impianto. Come avviene la riparazione dei guasti e, più in generale, il lavoro “sotto tensione”? Ci viene in aiuto la normativa del CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano), che regola processi e attività in cui vi sia impiego di elettricità.

Il CEI propone, elabora e divulga norme che costituiscono il riferimento per la conformità alla “regola dell’arte” di apparecchiature e impianti elettrici. Il CEI si occupa anche del coordinamento della normativa italiana con le organizzazioni di normazione europea (CENELEC) e mondiale (IEC). La norma che regolamenta i lavori sugli impianti elettrici è la CEI 11-27.

Lavori sugli impianti elettrici

Prima di tutto bisogna definire cosa si intende per lavoro elettrico. Definiamo tre grandezze, distanze tra l’operatore e le parti in tensione (dette “parti attive)

  • DL, definisce il limite della zona di lavoro sotto tensione;
  • DV, definisce il limite della zona di lavoro in prossimità di parti in tensione;
  • DA9, definisce il limite della zona dei lavori non elettrici.
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Riepilogo delle distanze notevoli.
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I valori limite di queste distanze dipendono dal livello di tensione nominale delle parti attive con cui si lavora, come si vede dalla seguente tabella.

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                  Distanze DL, DV e DA9 in funzione del livello di tensione delle parti attive.
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Si parla di lavoro elettrico quando esso si svolge al disotto della distanza DV rispetto ad una parte in tensione accessibile.

Chi effettua i lavori elettrici?

Risulta ovvio che i tecnici che operano lavori elettrici non sono operai generici ma figure specializzate. In particolare, si valuta la formazione tecnica e l’istruzione riguardo il cosiddetto rischio elettrico. Si distinguono quattro categorie principali di figure:

  • PERSONA ESPERTA (PES): persona formata avente una specifica istruzione ed esperienza tali da consentirle di evitare i pericoli collegati all’elettricità;
  • PERSONA AVVERTITA (PAV): persona formata, adeguatamente istruita da persone esperte, per metterla in grado di evitare i pericoli che l’elettricità può creare;
  • PERSONA COMUNE (PEC): persona non esperta e non avvertita nel campo delle attività elettriche;
  • PERSONA IDONEA (PEI) ai lavori sotto tensione: persona esperta o avvertita che ha le conoscenze teorico/pratiche richieste per i lavori sotto tensione in BT.
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Operai specializzati a lavoro su un impianto.

La norma è chiara: per eseguire lavori di qualunque natura ad una distanza inferiore a DV occorre essere PES o PAV o PEI. Una PEC può lavorare al disotto della DV solo sotto sorveglianza  di una PES o di una PAV. Una PEC non può intervenire nei lavori sotto tensione.

Tutto chiaro? Nel prossimità articolo vi illustreremo qualche esempio di lavori a stretto contatto con l’elettricità.