giovedì, 9 Luglio, 2020

SEGUICI SU:

DELLO STESSO AUTORE

INSTAGRAM

CORRELATI

ITER: pronto l’edificio che accoglierà il reattore

Secondo quanto riportato da ANSA, è stato completato l’edificio destinato ad accogliere il reattore sperimentale Iter per la fusione nucleare. “Le opere civili sono state ultimate e con il nuovo anno si passerà alla fase di montaggio della macchina”. É ciò che ha detto il capo del dipartimento di Ingegneria di Iter, Sergio Orlandi.

#EnergyCuE vi ha già parlato del progetto ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor), esperimento internazionale, in costruzione nel sud della Francia, con lo scopo di verificare gli aspetti di fisica e tecnologia alla base di un possibile reattore nucleare a fusione.

I prossimi obiettivi

Secondo Orlandi, nel 2025 sarà possibile avere il primo plasma.Ciò vale a dire che la macchina si accenderà per cominciare la fase di collaudo e poi quella sperimentale. La scienza della fusione del ventesimo secolo ha identificato la reazione di fusione più efficiente in laboratorio come reazione tra due isotopi di idrogeno, il deuterio e il trizio. Per ottenere la fusione in un laboratorio devono essere soddisfatte tre condizioni: temperatura molto elevata (dell’ordine delle centinaia di milioni di gradi celsius); sufficiente densità di particelle plasmatiche (per aumentare la probabilità che si verifichino collisioni); e tempo di confinamento sufficiente (per trattenere il plasma, che ha una propensione ad espandersi, entro un volume definito). A temperature estreme, gli elettroni sono separati dai nuclei e un gas diventa un plasma, spesso indicato come il quarto stato della materia.  In un dispositivo tokamak, vengono utilizzati potenti campi magnetici per confinare e controllare il plasma.

“D’ora in poi non resta che assemblare i componenti della macchina e il prossimo obiettivo è fissato alla fine del 2025, quando si inizierà ad accendere il sole all’interno della ciambella“, ha osservato il responsabile della divisione Tecnologie della fusione dell’Enea, Giuseppe Mazzitelli. “Adesso – ha aggiunto – inizia la sperimentazione tecnico-scientifica tesa a dimostrare che è possibile produrre l’energia dalla fusione”. L’obiettivo iniziale è produrre una quantità di energia pari a 10 volte quella investita. In futuro si potrebbe salire a una resa superiore di 30-40 volte a quella iniziale. Sarà la macchina a rivelare le sue potenzialità: “è il banco di prova di questa energia del domani”.

Sul sito di ITER è possibile vedere la galleria di foto che documentano le fasi della costruzione.

Grazie per essere arrivato fin qui

Per garantire lo standard di informazione che amiamo abbiamo dato la possibilità ai nostri lettori di sostenerci, dando la possibilità di:
- leggere tutti gli articoli del network (10 siti) SENZA banner pubblicitari
- proporre ai nostri team le TEMATICHE da analizzare negli articoli

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Francesca Marasciuolohttp://energy.closeupengineering.it
Laureata magistrale in Ingegneria Elettrica al Politecnico di Bari. Mi occupo di Smart Grid, e di come si possano coniugare fonti rinnovabili, mobilità elettrica e sistema elettrico. Autrice di #EnergyCuE da Luglio 2017. Sempre curiosa di nuove soluzioni tecnologiche per la produzione sostenibile di energia elettrica, mai stanca di imparare!