lunedì, 1 Marzo, 2021

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L’inquinamento acustico e i suoi effetti sulla biodiversità

l'inquinamento acustico ha il potenziale di interferire con la funzione cognitiva negli animali che vivono in aree vicine a quelle urbane.

Una forma di inquinamento, di cui si parla poco, è quello acustico, a differenza di quello atmosferico o da plastica. Questo però non significa che l’effetto del rumore antropogenico sia di entità inferiore. L’inquinamento acustico è comunemente associato agli ambienti umani. Infatti, a Mombai, più “clacsoni”, più aspetti al semaforo. Però, il rumore può interferire con le funzioni vitali della fauna circostante. Gli studi lasciano emergere profondi cambiamenti, sia sulla terraferma che nei mari e negli oceani. Il rumore è stato anche collegato al deterioramento cognitivo negli esseri umani e poiché molti animali utilizzano processi cognitivamente intensivi per superare le sfide ambientali, l’inquinamento acustico ha il potenziale di interferire con la funzione cognitiva negli animali che vivono nelle aree urbane o vicino alle strade.

L’impatto dell’inquinamento acustico sulla fauna

Oltre alle conseguenze per la salute umana, l’inquinamento acustico influisce anche sulla salute e sul benessere della fauna selvatica. Studi hanno dimostrato che i rumori forti portano all’aumento del battito cardiaco dei bruchi. Inoltre, molti animali usano il suono per una serie di motivi, tra i quali la navigazione, trovare cibo, attirare i compagni ed evitare i predatori. L’inquinamento acustico rende loro difficile portare a termine questi compiti, con un grande impatto sulla loro capacità di sopravvivenza.

In uno studio del 2020 pubblicato su Proceedings of the Royal Society B, i ricercatori hanno mostrato che gli uccelli che si orientano acusticamente hanno una ridotta ricchezza e abbondanza di specie in aree esposte al rumore rispetto a luoghi tranquilli comparabili. Stesse considerazioni valgono sia per le cavallette che per gli odonati (un ordine di insetti nei quali rientra la libellula) senza recettori acustici. Questo risultato ha una valenza importante: il rumore agisce in maniera indiretta anche sulle specie animali non direttamente connesse con i suoni.

odonati rumore
Libellula
fonte: pixabay.com

Uno studio del 3 Febbraio 2021, sempre su Proceedings of the Royal Society B, dal titolo “Traffic noise inhibits cognitive performance in a songbird”, ha esaminato sperimentalmente come il rumore del traffico stradale influisca sulle prestazioni cognitive degli uccelli testando i fringuelli zebra adulti (Taeniopygia guttata) su una serie di attività di foraggiamento in presenza o in assenza di riproduzione del rumore del traffico. Le sperimentazioni hanno mostrato che il rumore del traffico riduce le prestazioni cognitive, compreso il controllo inibitorio, l’apprendimento motorio, la memoria spaziale e l’apprendimento sociale. Questo studio dimostra un nuovo meccanismo attraverso il quale il rumore antropogenico può avere un impatto sugli animali, in particolare attraverso l’interferenza cognitiva, e suggerisce che l’inquinamento acustico potrebbe avere conseguenze precedentemente non considerate per gli animali.

L’impatto sulla fauna marina

L’aumento del rumore non riguarda solo gli animali sulla terraferma, ma è anche un problema crescente per coloro che vivono nell’oceano. Traffico marittimo, trivelle, dispositivi sonar e test sismici rendono rumoroso e caotico l’ambiente marino. Balene e delfini sono le vittime più colpite dall’inquinamento acustico. Questi mammiferi marini usano l’ecolocalizzazione (o biosonar) per comunicare, navigare, nutrirsi e trovare compagni. Il rumore in eccesso interferisce con la loro capacità di ecolocalizzarsi efficacemente.

I delfini utilizzano il biosonar per la localizzazione.
fonte: pixabay.com

Secondo National Geographic, alcuni dei rumori subacquei più forti provengono dai dispositivi sonar navali. Il sonar, come il biosonar dei delfini e delle balene, invia impulsi di suono nelle profondità dell’oceano per rimbalzare su un oggetto e restituire un’eco alla nave, che indica la posizione dell’oggetto. I suoni del sonar possono arrivare fino a 235 decibel e viaggiare per centinaia di chilometri sott’acqua. Le conseguenze? La ricerca ha dimostrato che il sonar può causare spiaggiamenti di massa di balene sulle spiagge e alterare il comportamento alimentare delle balene blu in via di estinzione (Balaenoptera musculus). I gruppi ambientalisti stanno sollecitando la US Navy a interrompere o ridurre l’uso del sonar per l’addestramento militare.

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Francesca Marasciuolohttp://energy.closeupengineering.it
Laureata magistrale in Ingegneria Elettrica al Politecnico di Bari. Mi occupo di Smart Grid, e di come si possano coniugare fonti rinnovabili, mobilità elettrica e sistema elettrico. Autrice di #EnergyCuE da Luglio 2017. Sempre curiosa di nuove soluzioni tecnologiche per la produzione sostenibile di energia elettrica, mai stanca di imparare!