giovedì, 9 Luglio, 2020

SEGUICI SU:

DELLO STESSO AUTORE

INSTAGRAM

CORRELATI

L’impianto V2G più grande al mondo è di Fca/Engie Eps

La nuova collaborazione tra Fiat Chrysler Automobilies e Engie Eps è a favore della mobilità elettrica. Il progetto pilota prevede una grande infrastruttura V2G (Vehicle-to-Grid). Entro la fine del 2021 verrà garantita l’interconnessione fino a 700 veicoli elettrici, per fornire servizi di rete al gestore della rete di trasmissione, oltre che permettere la ricarica dei veicoli stessi. Infatti, nella sua configurazione finale il progetto sarà in grado di fornire fino a 25 MW di capacità regolante, risultando l’infrastruttura V2G più grande al mondo mai realizzata.

Dove si troverà l’impianto V2G?

Secondo il comunicato stampa di Fca, i lavori riguarderanno lo stabilimento Mirafiori di Torino. La prima fase del progetto interessa il centro logistico di Drosso. I lavori interessano un’area di circa 3 mila metri quadrati. 450 metri di trincee sono già realizzati e pronti a ospitare oltre 10 chilometri di cavi, per interconnettere la rete elettrica a 64 punti di ricarica bidirezionali fast-chargecon una potenza sino a 50 kW. A Luglio l’inaugurazione della prima parte del progetto, comprensiva di 32 stazioni di ricarica, che permetteranno la connessione a 64 veicoli elettrici.

Come già detto, entro la fine del 2021 l’impianto completo permetterà la connessione a ben 700 veicoli elettrici. Complessivamente la potenza regolante dell’impianto sarà di 25 MW. Dopo l’annuncio di Terna di voler sperimentare l’interazione delle vetture elettriche con la rete grazie, Fca ha scelto ENGIE Eps come partner tecnologico. Oltre ai veicoli elettrici, ci sarà anche il contributo dell’impianto fotovoltaico, già presente e di taglia pari a 5 MW. Il polo è destinato a diventare una centrale elettrica “virtuale”, capace di produrre energia e alimentare un equivalente di 8.500 abitazioni.

Il V2G per la regolazione della frequenza

Oltre alla produzione di energia, obiettivo dell’impianto è fornire servizi alla rete per la regolazione ultraveloce della frequenza. In cosa consiste? In un sistema elettrico, ogni squilibrio tra generazione e fabbisogno in potenza causa una variazione di frequenza rispetto al valore nominale. Nei secondi successivi alla variazione, i regolatori di velocità delle unità produttive agiscono automaticamente sulla potenza generata dai rispettivi motori primi. L’azione modifica la potenza elettrica in modo da ristabilire l’equilibrio tra la potenza generata ed il fabbisogno.

Come si inseriscono i veicoli in questo contesto?

La Regolazione Primaria della velocità è l’insieme di operazioni avente l’obiettivo di mantenere in un sistema elettrico l’equilibrio tra generazione e fabbisogno. Nel caso di un transitorio in sotto-frequenza, la potenza complessiva immessa in rete dalle unità in esercizio sarà aumentata. Affinché ciò sia possibile è necessario che tali unità dispongano di un margine di potenza tra il punto di funzionamento e la potenza massima. Questa potenza è denominata riserva di regolazione primaria o banda di regolazione primaria. La somma delle riserve di regolazione primarie di tutte le unità costituisce la riserva primaria del Sistema Elettrico Nazionale. A questa seguono la regolazione secondaria e terziaria della frequenza, che intervengono successivamente alla primaria.

In questo contesto, i veicoli elettrici che operano in V2G possono offrire potenza “a scendere” o “a salire” in maniera veloce in quanto veri e propri sistemi di accumulo. Il parere dell’Autorità allo schema di Decreto del 5 Agosto 2019 individua i servizi di rete ai quali i veicoli possono accedere:

  • riserva terziaria e risoluzione delle congestioni di rete;
  • regolazione di tensione (primaria e secondaria) e regolazione di tensione.

Lo schema di decreto vehicle to grid prevede che le infrastrutture di ricarica partecipino al Mercato per il Servizio di Dispacciamento in forma aggregata tramite le Unità Virtuali Abilitate Miste (UVAM), di cui alle deliberazioni 300/2017/R/eel e 422/2018/R/eel. Esse definiscono alcuni requisiti che le UVAM devono rispettare se costituite esclusivamente da infrastrutture di ricarica. Questo significa che le condizioni di ammissione al mercato non posso prescindere dall’aggregatore. Altra questione riguarda il funzionamento delle batterie, che può essere superata con l’innovazione tecnologica.

Una possibile soluzione per le flotte aziendali

Si stima infatti che nel 2025 in Europa l’ammontare complessivo di capacità di immagazzinamento dei veicoli elettrici sarà di oltre 300 GWh, rappresentando la più grande risorsa distribuita a disposizione del sistema energetico europeo. Il mercato delle infrastrutture V2G che fino ad oggi ha visto quasi esclusivamente progetti sperimentali, è quindi pronto a decollare. Il progetto del Drosso a Mirafiori rappresenta una prima mondiale e siamo fiduciosi sarà presto affiancato da una soluzione per tutte le flotte aziendali.

– Carlalberto Guglielminotti, amministratore delegato di ENGIE Eps

Grazie per essere arrivato fin qui

Per garantire lo standard di informazione che amiamo abbiamo dato la possibilità ai nostri lettori di sostenerci, dando la possibilità di:
- leggere tutti gli articoli del network (10 siti) SENZA banner pubblicitari
- proporre ai nostri team le TEMATICHE da analizzare negli articoli

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Francesca Marasciuolohttp://energy.closeupengineering.it
Laureata magistrale in Ingegneria Elettrica al Politecnico di Bari. Mi occupo di Smart Grid, e di come si possano coniugare fonti rinnovabili, mobilità elettrica e sistema elettrico. Autrice di #EnergyCuE da Luglio 2017. Sempre curiosa di nuove soluzioni tecnologiche per la produzione sostenibile di energia elettrica, mai stanca di imparare!