venerdì, 25 Settembre, 2020

SEGUICI SU:

DELLO STESSO AUTORE

INSTAGRAM

CORRELATI

Geotermico a Zero Emissioni: Invenzione tutta Italiana

Il geotermico è un’invenzione tutta italiana. Nel 1827, a Larderello, un gruppo di ingegneri e scienziati ha sfruttato il vapore contenuto in un geyser per fini industriali (estrazione di acido borico). Oggi, nel 2015, quasi duecento anni dopo, l’ingegner Diego Righini nonché manager di ITW LKW sta realizzando, con un team di tecnici, due impianti pilota di produzione di energia da geotermia a zero emissioni a Viterbo e Terni. In sostanza non vi sarà nessuna dispersione di gas inquinanti poiché la centrale lavora grazie a un circuito completamente chiuso.

Una delle problematiche che si incontrano quando si parla di geotermia è infatti il rilascio in atmosfera di quantità non trascurabili di gas – come l’idrogeno solforato che presenta odore sgradevole – e di anidride carbonica. Un inconveniente inevitabile che è dovuto soprattutto al raffreddamento del flusso di acqua calda estratto dal sottosuolo e convogliato verso le turbine dei generatori elettrici. Tuttavia l’azienda di Righini sostiene di poterlo superare con studi mirati e un team di trenta persone tra ingegneri, geologi e tecnici.

È lo stesso Righini che spiega “la novità è che produrremo energia elettrica senza emissioni nell’ambiente e con possibilità di cedere il calore collegandoci a un impianto per il teleriscaldamento. L’impianto utilizza il calore del fluido geotermico per vaporizzare, attraverso uno scambiatore di calore, un secondo liquido. Espandendosi questo liquido aziona una turbina per la produzione di energia elettrica. Successivamente, il vapore viene riportato allo stato liquido e nuovamente impiegato nel processo. Una volta ceduto il calore necessario alla produzione elettrica, e prima di essere inserito nel sottosuolo senza alcun pericolo sismico, il fluido geotermico – sottolinea Righini – può essere impiegato anche per fini civili e industriali: sfruttando la sua pressione residua può inoltre essere prodotta altra energia elettrica. Si tratta di due impianti da 40 milioni di euro l’uno. Solo la progettazione è costata cinque milioni. Un investimento che verrà ripagato vendendo l’energia pulita prodotta al Gestore dei Servizi Elettrici”.

Praticamente la base teorica dell’impianto è un circuito chiuso a 150 °C. Il primo impianto (a Terni) ITW LKW dovrebbe essere pronto a settembre, mentre a Viterbo i lavori dovrebbero protrarsi fino all’inizio dell’estate 2016.

CUE FACT CHECKING

Grazie per essere arrivato fin qui

Per garantire lo standard di informazione che amiamo abbiamo dato la possibilità ai nostri lettori di sostenerci, dando la possibilità di:
- leggere tutti gli articoli del network (10 siti) SENZA banner pubblicitari
- proporre ai nostri team le TEMATICHE da analizzare negli articoli

1 COMMENTO

  1. Un soffione è un getto naturale di vapore d’acqua, CO2, H2S ed altro in tracce. Petrché dire che lo sfruttamento a fini industriali produce emissioni di H2S e CO2? Forse se si lasciasse il soffione com’è in natura, il Padreterno si metterebbe in tasca H2S e CO2 evitando che diffondano nell’atmosfera?

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Lorenzo Rubino
Laureato magistrale a 24 anni in ingegneria energetica al PoliTO. Esperto in efficienza energetica industriale, commerciale, residenziale. Progettista tecnico di impianti rinnovabili e tradizionali. Responsabile di #EnergyCuE da marzo 2015. Appassionato di nuove tecnologie e policy, soprattutto se finalizzate alla sostenibilità della produzione di energia. Mi sento curioso, riflessivo ma anche spontaneo, diretto e pragmatico, da buon ingegnere!