mercoledì, 8 Luglio, 2020

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Energia in Italia. Quando, cosa e perché è successo

In questo breve articolo vorrei riassumere quelli che, dal punto di vista energetico, reputo siano, in Italia, gli eventi cardine. Premetto che molti avvenimenti possono non essere rientrati nella seguente cronologia per motivi diversi; tuttavia, invito chiunque voglia a lasciare commenti con domande e informazioni in più in modo da poter aggiornare l’articolo con i VOSTRI contributi. Il tutto, spero, possa essere propedeutico a un’analisi della politica energetica italiana (che mi prometto di fare a breve), nelle deficienze e nei meriti.

  • 1883 Ingegneri italiani a lavoro per costruire i primi impianti idroelettrici in Italia
  • 1904 Viene progettato e realizzato il primo impianto geotermoelettrico al mondo a Larderello
  • 1913 L’energia primaria consumata in Italia era 14×106 tep (circa un terzo rispetto ad oggi). Allora si importava solo carbone
  • 1939 L’energia primaria consumata era 24×106 tep (circa la metà rispetto ad oggi). Iniziarono politiche di risparmio energetico e le nuove tecnologie portarono a miglioramenti delle efficienze termodinamiche
  • 1953 L’ENI nella persona di Enrico Mattei inizia la sua personale battaglia di rottura verso le multinazionali del petrolio e coinvolgendo, invece, direttamente i Paesi Produttori
  • 1960 I consumi sono pari a 50×106 tep (più o meno simile ai giorni nostri). La produzione è prettamente fossile e idroelettrica. Lo stesso anno Mattei firma a Mosca un contratto per la fornitura di greggio sovietico
  • 1962 Mattei inizia le trattative con l’Algeria per la fornitura di metano tramite metanodotto nel Mediterraneo ma, alla fine dello stesso anno, il presidente dell’ENI muore in un “incidente” aereo. Nello stesso anno viene costituita la società ENEL tramite la legge n° 1643. Intanto a Latina viene messa in funzione la prima centrale nucleare a fissione italiana
  • 1963 L’industria elettrica italiana viene nazionalizzata
  • 1987 Si vota tramite referendum popolare per l’abrogazione alla legge che stabilisce la costruzione di nuove centrali nucleari sul territorio italiano e, purtroppo (Mia Personale Opinione) vince il SÌ. Il governo, inoltre, sulla scia del panico creatosi, decide, non solo di non costruire nuove centrali, ma di dismettere tutte le centrali già in funzione. Decisione drastica e irresponsabile
  • 1994 L’ENEL (terza azienda al mondo per energia prodotta e seconda azienda al mondo per utenti allacciati) viene privatizzata dal parlamento italiano
  • Tra il 1995 e il 1998 la maggior parte del capitale ENI viene privatizzato
  • 1997 La legge 481/95 istituisce in Italia la AEEG (Autorità per l’Energia Elettrica e per il Gas), con il ruolo di adottare regole per la qualità del servizio e di accesso alle reti e di riformare le tariffe di energia elettrica e gas metano
  • 1998 Nella legge 448/98 è introdotta la Carbon Tax, una tassa sulle emissioni di anidride carbonica da combustibili e carburanti che si traduce in incentivi ai fini di efficienza energetica e fonti rinnovabili e riduzione degli oneri sociali sul costo del lavoro
  • 1999 Inizia la privatizzazione dell’ENEL con la vendita delle prime azioni. Inoltre si firma il DL 79 o DL Bersani atto alla liberalizzazione del mercato elettrico in Italia
  • 2000 Il DL 164 o DL Letta liberalizza il Mercato del Gas con ripercussioni sulle politiche finanziarie/energetiche d’Italia e con regole ferree riguardo l’approvvigionamento, trasporto, dispacciamento, stoccaggio, distribuzione e vendita dello stesso
  • 2003 Probabilmente si cominciano a far sentire gli effetti della separazione tra approvvigionamento e distribuzione dell’energia elettrica. La potenza totale installata sul territorio è, infatti, quasi 80 GW, ma la potenza media disponibile in condizioni di punta non raggiunge i 49 GW. Una rete elettrica non ben equilibrata ha i suoi problemi, se poi si aggiunge un problema tecnico – quale la caduta di un albero su uno dei tralicci principali di importazione elettrica dalla Svizzera all’Italia – allora l’intera penisola (Sardegna esclusa) si ritrova in black-out il 28 Settembre di quasi 24 ore.
  • 2006 Con il Decreto Attuativo del 6 Febbraio 2006 (e il DL del 28 Luglio 2005) entra in vigore in Italia il Primo Conto Energia  – a cui ne sono seguiti altri quattro fino al 2012 – che hanno introdotto il sistema di finanziamento in conto esercizio della produzione elettrica, sostituendo i precedenti contributi statali a fondo perduto destinati alla messa in servizio dell’impianto.

 

Oltre la cronologia presentata mi piacerebbe condividere con voi un po’ di dati statistici ufficiali. Sul sito dell’IEA (International Energy Agency), infatti, è possibile ricavare dati riguardo i consumi di energia nazionali o mondiali con parametri specifici, grafici, diagrammi di Sankey e mappe interattive. Nelle due figure sottostanti si nota la differenza tra la produzione energetica in milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) delle diverse nazioni europee nel 1973 e nel 2013. Voglio solo far notare al lettore che, in Germania, la produzione totale energetica interna nel 2013 è diminuita di un terzo rispetto al 1973; il che è dovuto, soprattutto, a una politica di efficienza energetica invidiabile. Le restanti nazioni, invece, nel 2013 hanno prodotto più energia del 1973, il che è fisiologico poiché le utenze sono diventate più energivore e sono anche aumentate in valore assoluto.

Energia, Italia, Mondo, Europa, storia, ambiente, produzione, fonti rinnovabili, direttive, efficienza, politica, planisfero, close-up engineering
energyatlas.iea.org

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In Italia la produzione è salita a 37 Mtep nel 2013 – vedi figura – partendo da un valore di circa 20 Mtep al 1973. Tuttavia i consumi interni sono notevolmente maggiori per via delle importazioni di energia elettrica dal nucleare d’oltralpe che compriamo regolarmente e anche a caro prezzo.

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4 COMMENTI

  1. Buon lavoro ma da completare.
    I primi impianti ” a memoria” dovrebbero essere prima del 1887.
    Tra il 1963 e il 1987 evidenzierei la crisi petrolifera degli anni ’73-74, io ero piccolo però ricordo i comenti di quando la benzina arrivo di colpo a 400 lire al litro, le prime targhe alterne ed i lampioni accesi per metà.
    Ho da ridire sul black-out del 2003, è successo di notte ed era nel week end, non c’entra niente la potenza di picco, quella fu la scusa per costruire centrali che oggi sono ferme.
    Dal 2003 ad oggi c’è molto, in particolare la rivoluzione fotovoltaica….

  2. Buongiorno Ruggero, grazie per il commento!

    La primissima centrale idroelettrica risale al 1883 a Milano – http://www.idrotecnicaitaliana.it/EXTRA/n.%206-2011%20Ruggeri%20et%20al.%20br.pdf – ma la prima di potenza elevata fu costruita a Genova nel 1889. Grazie per averci fatto notare l’errore.

    Per quanto riguarda la Crisi Petrolifera ne ho abbondantemente parlato in un secondo articolo – http://energy.closeupengineering.it/energia-nel-mondo-quando-cosa-e-perche-e-successo/8201/ .

    Mi permetto una domanda, a cosa fu dovuto il black-out del 2003? Perchè io ho letto dell’accaduto sul testo Energetica Generale edito da SGE.

    La “rivoluzione fotovoltaica” non l’ho considerata poichè non c’è un anno particolare in cui è avvenuta, tuttavia adesso ho inserito il Primo Conto Energia come evento singolo che ha dato il via alla rivoluzione.

    Grazie ancora

    Lorenzo

  3. Se non erro, il black-out del 2003 è stato causato dal crollo di un albero che ha rotto un elettrodotto tra Italia e Svizzera. In quel momento stavamo importando energia da Svizzera e Francia per pompare acqua dai bacini di valle ai bacini di monte di diverse centrali idroelettriche (prassi comune, immagino che ne conosci già i vantaggi). Wikipedia lo descrive abbastanza bene (in fondo ci sono due fonti importanti):

    https://it.wikipedia.org/wiki/Black-out_del_sistema_elettrico_italiano_del_28_settembre_2003

    • Ciao Valerio, grazie del Commento! Sì, è vero. Il motivo ufficiale è stata la caduta dell’albero in Svizzera. Aggiungo immediatamente. Il problema che ponevo nell’articolo, tuttavia, rimane. Se si conciliasse meglio la distribuzione e l’approvvigionamento forse il black out non sarebbe avvenuto, o, almeno, si sarebbe risolto in meno tempo.

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Lorenzo Rubino
Laureato magistrale a 24 anni in ingegneria energetica al PoliTO. Esperto in efficienza energetica industriale, commerciale, residenziale. Progettista tecnico di impianti rinnovabili e tradizionali. Responsabile di #EnergyCuE da marzo 2015. Appassionato di nuove tecnologie e policy, soprattutto se finalizzate alla sostenibilità della produzione di energia. Mi sento curioso, riflessivo ma anche spontaneo, diretto e pragmatico, da buon ingegnere!