martedì, 26 Maggio, 2020

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Energia dal buio, la rivoluzione

Il progresso avanza senza limiti. Fino a due secoli fa non potevamo immaginare di creare energia da risorse diverse dalla legna o dal carbone. Poi sono sopraggiunte le fonti fossili:  petrolio e gas naturale. Dagli anni ’80 circa è iniziata la ricerca spinta su idrogeno, fonti rinnovabili, celle a combustibile, etc… Per non parlare poi degli anni ’50 del nucleare a fissione, e una futura ed auspicabile fusione.

Mai ci sarebbe venuto in mente, però, di produrre energia dal buio. Avete letto bene. Una nuova ricerca pubblicata su AIP – Applied Physics Letters dal gruppo di ricercatori della Stanford University ha dimostrato quanto scritto. Gli scienziati che hanno lavorato a questa innovazione sono Masashi Ono, Parthiban Santhanam, Wei Li, Bo Zhao, and Shanhui Fan.

Durante il buio della notte

Durante la notte, l’energia accumulata dalla Terra nell’arco della giornata viene rilasciata verso il freddo Spazio. I ricercatori hanno creato un modello teorico in cui è dimostrato poter sfruttare fino a 3,99 W/m2 di energia grazie alla conversione delle radiazioni infrarosse emesse dalla Terra verso lo Spazio.

Sarebbe come sfruttare il processo inverso che, invece, permette di produrre energia elettrica con la tecnologia fotovoltaica. In misure e con tecnologie di produzione completamente diverse.

Oltre al modello teorico, i ricercatori della Stanford University hanno anche progettato e costruito il fotodiodo che permette la produzione di elettricità come spiegato su. Tuttavia i risultati pratici, seppur incoraggianti, non hanno superato il valore di 6,4 e^-8 W/m2. Considerando che i moduli fotovoltaici in commercio raggiungono e superano i 250 W/m2, la ricerca ha tanto lavoro da fare. Ma come racconta lo stesso Masashi Ono, uno dei ricercatori:

“la quantità di energia che siamo riusciti a produrre, è molto al di sotto di quella che teoricamente potremmo ottenere in un prossimo futuro”

 

64 miliardesimi di watt sarà anche tendente a zero, ma ci dimostra che la teoria funziona. E quindi il lavoro deve continuare ed essere ottimizzato per raggiungere e, magari, superare il limite di 3,99 W/m2 del modello.

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Lorenzo Rubino
Laureato magistrale a 24 anni in ingegneria energetica al PoliTO. Esperto in efficienza energetica industriale, commerciale, residenziale. Progettista tecnico di impianti rinnovabili e tradizionali. Responsabile di #EnergyCuE da marzo 2015. Appassionato di nuove tecnologie e policy, soprattutto se finalizzate alla sostenibilità della produzione di energia. Mi sento curioso, riflessivo ma anche spontaneo, diretto e pragmatico, da buon ingegnere!