Il mondo si appresta ad assistere all’elezione USA più criticata e combattuta da decenni a questa parte. Da una parte l’irriverente candidato repubblicano, non amato da molti degli esponenti dello stesso suo partito politico ma amato da molti americani; dall’altra la storica candidata democratica, prima donna mai candidata alle elezioni presidenziali, ma vecchia conoscenza degli schemi politici statunitensi.

Mettendo da parte le persone singole, le loro vicissitudini private, le loro idee politiche su immigrazione, economia, sanità… mi piacerebbe sintetizzare in questo articolo le loro idee sulla politica energetica futura degli USA. Checché ne pensiate, siamo nel vivo di una vera rivoluzione tecnologica oltre che culturale, e, le decisioni che prenderà il prossimo presidente degli Stati Uniti, potranno cambiare il corso della storia.

Durante i loro comizi pubblici, entrambi i candidati hanno cercato di spiegare i loro punti di vista sull’energia. Il secondo dei tre dibattiti televisivi (Faccia a Faccia) è stato caratterizzato da un breve momento di discussione su produzione energetica fossile e investimenti nel rinnovabile. Ma quali sono i punti fondamentali sui problemi energetici che caratterizzano i due candidati? Cosa ne pensano veramente Trump e Clinton su produzione da carbone, petrolio, tecnologie rinnovabili? Cosa farebbero per la crisi energetica che stiamo vivendo in questi anni?

Analizziamo le loro idee nel particolare.

CLINTON

  1. Si oppone (come del resto si è opposto Obama) alla costruzione del mega-oleodotto Keystone XL che dovrebbe trasportare il petrolio prodotto dalle sabbie bitumine dal Canada, Alberta, al Golfo del Messico.
  2. Contraria allo sfruttamento del carbone e annuncia un piano da 30 miliardi di $ per riqualificare tutte le aree e le città statunitensi che erano basi di miniere di carbone o che ancora lo sono.
  3. Convinta fautrice delle energie rinnovabili, vorrebbe raggiungere l’obiettivo del 50% della produzione elettrica da fonti rinnovabili, fotovoltaico ed eolico in testa.
  4. Annuncia un piano economico da circa 60 miliardi di $ in investimenti atti a smuovere il mercato delle energie rinnovabili, investendo in tecnologie sostenibili.
  5. Supporta il Fracking, anche se vorrebbe creare nuovi standard e nuove normative per rendere i processi meno distruttivi e più sicuri.
  6. Vorrebbe tagliare tutti gli incentivi (o almeno minimizzarli) previsti per la produzione di energia da fonti fossili.

TRUMP

  1. E’ favorevole alla costruzione dell’oleodotto Keystone XL.
  2. Favorevole all’utilizzo del carbone (sfruttando quello statunitense) per la produzione di energia elettrica e termica, accennando anche le nuove tecnologie a “carbone pulito” che permetterebbero di inquinare meno (meno emissioni di CO2).
  3. Convinto fautore della crescita economica tramite la produzione di energia da fonti fossili, “la vera ricchezza degli USA”.
  4. Vorrebbe far pagare meno tasse alle grandi multinazionali del gas naturale e del petrolio per avviare la ricrescita economica.
  5. Vorrebbe “alzare la moratoria” sulla produzione energetica fossile nelle aree federali.