Articolo a cura di Marcello CASA

Numerosi studi hanno dimostrato che la curcumina, estratto della curcuma, aiuta il riassorbimento di condizioni ossidative e infiammatorie lievi come l’artrite. Una dose relativamente bassa del composto può fornire benefici generici anche a soggetti sani. La maggior parte di questi benefici può essere attribuita ai suoi effetti antiossidanti e antinfiammatori.

C’è da dire che l’ingestione della curcumina da sola non comporta miglioramenti alla salute. Il motivo principale è la sua scarsa biodisponibilità, rapida metabolizzazione ed eliminazione.

Tuttavia, ci sono diversi componenti che possono migliorarne l’assorbimento. Uno di questi è la piperina, principale composto attivo del pepe nero. Se combinata con la curcumina, infetti, ha dimostrato di aumentare la biodisponibilità del 2000% offrendo molteplici benefici per la salute.

Cos’è la curcumina dal punto di vista chimico?

A questo quesito ha risposto, nel 2010, il comitato scientifico dell’EFSA (l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) chiamato a valutare l’utilizzo della curcumina come additivo alimentare. Il comitato si espresse in questo modo:

“La curcumina (E 100) è un colorante alimentare, bio-derivato dall’ acido cinnamico, costituito da tre principali componenti. È costituito essenzialmente di curcumine cioè il principio colorante (1E, 6E) -1,7-bis- (4-idrossi-3-metossifenil) -1,6-eptadiene-3,5-dione, con la formula molecolare C21H20O6 e peso molecolare di 368,39 g / mol e suoi demetossi e bis-demetossi-derivati, con formula molecolare C20H18O5 e C19H16O4 e pesi molecolari rispettivamente di 338,39 e 308,39 g / mol, in proporzioni variabili”

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Oltre che colorante naturale, per le sue incredibili proprietà, la curcumina può essere anche considerata come un integratore alimentare. Con tale funzione è generalmente riconosciuta come sicura (GRAS, Generally Recognized As Safe) dalla Food&Drug Administration statunitense.

Come si estrae dalla curcuma?

La curcumina, e i suoi derivati, vengono ottenuti per estrazione con solvente da curcuma, cioè i rizomi macinati di ceppi naturali di Curcuma domestica Valeton. Secondo il comitato europeo di esperti per gli additivi alimentari (JEFCA) nell’estrazione e purificazione possono essere utilizzati solo i seguenti solventi: acetone, metanolo, etanolo, isopropanolo, esano, acetato di etile e anidride supercritica. Per ottenere, infine, una polvere di curcumina concentrata, l’estratto viene purificato per cristallizzazione.

Boom di epatite

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L’enorme bolla arancione rappresentata dalle radici di curcuma potrebbe, però, scoppiare portandosi dietro una bella fetta del mercato degli integratori. Infatti, negli ultimi mesi, l’Istituto Superiore di Sanità ha segnalato 21 casi di epatite colestatica acuta, non infettiva e non contagiosa, riconducibili al consumo di integratori a base di curcuma. A causa di questo boom di epatite sono stati ritirati dal mercato più di venti prodotti e la lista aggiornata può essere consultata sul sito del Ministero della Salute.

Come spiegato dagli esperti della Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, il rischio di danni al fegato da integratori a base di curcuma esiste, soprattutto in seguito ad assunzione prolungata nelle donne anziane. Ma, nell’attesa che le autorità competenti facciano chiarezza, consigliano di sospendere eventuali trattamenti e l’assunzione eccessiva di curcuma e dei sui derivati. Fulmine a ciel sereno? In realtà no. Infatti, già nel 2009 a seguito di studi sui ratti, l’EMEA (Agenzia Europea per la Medicina) aveva riscontrato e portato alla luce la possibilità che l’uso eccessivo di curcumina potesse essere connesso ad epatotossicità e disfunzione del fegato. Nonostante, quindi, la curcumina sia uno degli eccipienti più gettonati e ricercati, ci sarà bisogno di ulteriori studi per capire se dovremo considerarla un elisir oppure un veleno.