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Cosmetici, ecco perché condizionano l’ambiente più dei trasporti

Una recente indagine di Quantis svela l'impatto ambientale del settore dei cosmetici tra utilizzo, packaging e trasporto.

Categorie Ambiente

Al giorno d’oggi la tecnologia offre la possibilità di ottenere dati e informazioni che fino a qualche anno fa erano impossibili da ottenere. Se il web, da un lato, ha offerto la possibilità di scoprire anche tante nuove forme di intrattenimento, come ad esempio i migliori casino con bonus, d’altro canto consente di approfondire tematiche decisamente importanti, come ad esempio quelle che riguardano l’ambiente.

Stando a quanto è stato svelato da parte di una recentissima indagine realizzata da Quantis, sull’ambiente l’impatto dei cosmetici è notevolmente superiore in confronto sia al packaging che al trasporto. La responsabilità deriva in modo particolare da parte dei contenitori, che non consentono un dosaggio corretto oppure la colpa è dei prodotti che hanno bisogno di un quantitativo di acqua notevole per poter essere risciacquati. Ebbene, in base a queste ricerche, i cosmetici vanno a impattare per il 40% sulle emissioni di gas serra dell’intero settore.

L’impatto sull’ambiente del settore cosmetico

Nel 2024 il settore cosmetico dovrebbe toccare un valore complessivo che supererà quota 863 miliardi di dollari. Il problema, però, è che sull’ambiente le conseguenze non si possono considerare altrettanto positivamente, dal momento che le correlate emissioni nocive vanno dallo 0,5 all’1,5%.

L’analisi in questione è stata realizzata da parte di Quantis e prende il nome di “Make up the future”, svelata in anteprima per il mercato italiano all’interno di un apposito webinar online. La responsabilità di questi livelli così alti di emissione di gas serra è legata in modo particolare all’uso del prodotto, motivo del 40% delle emissioni che sono state registrate in questo settore. A ruota arriva il packaging con il 20% delle emissioni, mentre sia i trasporti che l’attività di estrazione delle materie prime comportano un impatto pari al 10% ciascuno.

Eppure, con il passare degli anni, i consumatori sono sempre più attenti alla questione ambientale. Ad esempio, stando a una recente indagine, quasi otto intervistati su dieci hanno sottolineato come, prima di ogni acquisto, vadano sempre alla ricerca di un packaging plastic-free, così come optano con sempre maggiore frequenza a prodotti che siano meno impattanti sull’ambiente oppure che vengano ricavati dall’uso di fonti rinnovabili. Stesso discorso per l’importanza che viene posta nella valutazione delle confezioni, che devono essere riutilizzabili e ricaricabili.

Il prodotto, un problema di tutto rispetto

Come abbiamo detto, la problematica principale è rappresentata dai prodotti. Infatti, l’industria cosmetica, per poter ambire a realizzare dei prodotti che siano in grado di garantire prestazioni migliori dal punto di vista dell’impatto ambientale, devono integrare aspetti sostenibili in ogni fase della produzione, così come della distribuzione. Insomma, si va sempre più verso una cosmesi green e sostenibile.

Ci sono alcuni aspetti decisamente delicati, però, che andranno affrontati. Ad esempio, l’impiego esclusivamente di prodotti naturali: in questo caso, spesso, infatti, l’impatto è maggiore dal punto di vista delle emissioni nocive, ma anche in termini di sfruttamento sia del terreno che dell’acqua. In altre situazioni, invece, c’è da prediligere i materiali sintetici, che garantiscono un impatto senz’altro più basso, senza però scendere a compromessi in riferimento alla qualità.

Un altro problema a cui bisogna trovare la giusta soluzione è sicuramente quello del packaging. Infatti, per la realizzazione di confezioni che siano in tutto e per tutto rispettose dell’ambiente, come messo in evidenza dalla società di consulenza che ha realizzato la ricerca, serve puntare sempre di più su un approccio legato all’eco-design.

Di conseguenza, si dovrà cercare di raggiungere l’obiettivo di una maggiore semplificazione del design, in maniera tale da diminuire il più possibile sia i materiali che i componenti impiegati, così come per rendere più rapidi e meno impattanti anche tutti i vari processi di finitura: ad esempio, nel caso della metallizzazione, le conseguenze sulla natura sono molteplici e piuttosto negative.

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