Che lo sviluppo delle energie rinnovabile sia una necessità per l’ambiente è ormai fuor di dubbio. Ma che faccia bene al portafoglio era difficile crederlo, soprattutto per più diffidenti. Lo scorso 28 Ottobre in Germania si è avuta la prova definitiva della convenienza economica dell’impiego di fonti rinnovabili. Nel corso di un weekend particolarmente ventoso, gli impianti eolici hanno prodotto energia in surplus rispetto alla domanda. La conseguenza? Il prezzo dell’elettricità è diventato negativo.

Questo ha spinto i produttori a pagare gli utenti per consumare l’energia. Ma cos’è successo al sistema elettrico tedesco? E’ davvero possibile ottenere un prezzo negativo dell’energia? Facciamo un po’ di chiarezza sul tema.

Le regole del mercato elettrico

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Vi abbiamo già parlato del mercato elettrico, dei meccanismi di asta e dell’organizzazione del mercato italiano. Sostanzialmente, il prezzo dell’energia è dato dall’intersezione tra le curve di domanda e di offerta. Le curve di offerta sono “disegnate” considerando le offerte che ogni produttore invia al gestore del mercato. Tali offerte sono sotto forma di “x” MWh al prezzo “y” al tempo “t”. Ogni produttore determina il prezzo con cui offrire la sua energia sul mercato al fine di massimizzare il proprio profitto.

Nel caso delle fonti rinnovabili, nella maggior parte dei casi (escludiamo ad esempio le biomasse) esse hanno un costo del combustibile pari a zero. L’energia così prodotta accede al mercato proponendo un prezzo nullo: in tal modo, si ha la certezza che l’energia prodotta da rinnovabili accederà al mercato, poiché le offerte sono ordinate impiegando criteri di merito economico. Nella precedente immagine è ben rappresentato l’effetto di un aumento della produzione da fonte rinnovabile sul prezzo dell’energia. All’aumentare della quota parte di energia “a costo zero”, l’intersezione tra le due curve si sposta verso il basso, determinando un prezzo dell’energia più basso.

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Portando al limite il discorso, si può comprendere cosa sia successo in Germania. Tanta era la produzione da eolico rispetto alla domanda, che i prezzi sono scesi sotto la soglia dello zero, come si può evincere dalla precedente immagine. Il passaggio per lo zero si è avuto per una produzione di 39409 MW di energia elettrica da fonte eolica. Dall’immagine si può anche notare che questo non è stato il primo picco negativo del prezzo dell’energia in Germania. Infatti, una situazione simile a questa si presentò nel Dicembre del 2012.

Le conseguenze

Per effetto di queste fluttuazioni del prezzo dell’energia, gli utenti hanno potuto consumare elettricità gratis o addirittura sono stati pagati per farlo. In alternativa, si è anche chiesto ai produttori da fonti combustibili di ridurre la potenza prodotta o addirittura di spegnere le centrali, procedura più o meno semplice a seconda della tecnologia impiegata.

Gestire elevati flussi di potenza sulla rete non è semplice e potrebbe portare all’instabilità dell’intero sistema. Una possibile soluzione per evitare che la situazione si ripeta è dotarsi di storage. In tal modo sarebbe stato possibile immagazzinare il surplus di energia prodotto senza sovraccaricare le linee e senza “regalare” l’energia prodotta. La Germania, con la sua produzione da eolico di 415 GWh annui, si sta attrezzando in tal senso, ad esempio con lo sviluppo di sistemi di storage distribuito.