Articolo a cura di Marilena Putignano

In attesa della transizione totale verso le energie rinnovabili, risulta necessario sviluppare tecnologie a basse emissioni ed alta efficienza che rendano sostenibile l’utilizzo di combustibili fossili. Un esempio di cui si è parlato in questo sito è la cattura e stoccaggio di anidride carbonica. In questo scenario si colloca l’accordo quinquennale (2018-2023) tra Netl (National Energy Technology Laboratory) uno dei più importanti istituti di ricerca al mondo e Sotacarbo, società sarda che opera col suo centro di ricerca nella Grande Miniera di Serbariu a Carbonia, e che, dal 2014, ospita il polo di eccellenza italiano sulle energie pulite. Fine comune di Netl e Sotacarbo è collaborare per condividere informazioni scientifiche e creare posti di lavoro professionali e moderni.

Gli obiettivi della collaborazione puntano alla ‘decarbonizzazione’ e riguardano la produzione di energia a basso contenuto di CO2 e l’impiego sostenibile dei combustibili fossili.

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Il National Energy Technology Laboratory (NETL) è un’istituzione che fa parte del Sistema laboratori di ricerca nazionali del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (U.S. Department of Energy). La sua missione è realizzare studi, analisi, sperimentazioni che consentano all’amministrazione Usa di prendere le scelte più adeguate a garantire la sicurezza energetica nazionale. È l’ente di ricerca governativo più importante e prestigioso al mondo sui temi oggetto della ricerca Sotacarbo, in particolare sulla produzione di energia a basso contenuto di CO2 da fonti fossili, linea di ricerca per la quale l’ultimo bilancio Netl ha previsto 682 milioni di dollari.

Sotacarbo (Società Tecnologia Avanzata Low Carbon SpA) nasce nel 1987 al fine di sviluppare tecnologie innovative e avanzate nell’impiego del carbone. Attualmente gli Azionisti della Società, in condizioni paritarie, sono Enea e Regione Autonoma della Sardegna. La società si occupa di ricerca nel settore dell’energia e dello sviluppo sostenibile. Dal 2014 il Centro ricerche Sotacarbo ospita il Polo di eccellenza italiano sulle Energie pulite, nato per dare risposta alla necessità di ricerca, innovazione e sviluppo di tecnologie avanzate nel settore energetico e realizzato, con Enea, in esecuzione del protocollo d’intesa sottoscritto il 2 agosto 2013 tra il Ministero per lo Sviluppo Economico e la Regione Autonoma della Sardegna per la costituzione di un Polo di eccellenza italiano sull’Energia pulita.

La nuova sfida della comunità scientifica mondiale per contenere il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici è recuperare l’anidride carbonica prodotta dalle centrali termoelettriche o dagli impianti industriali e trasformarla in combustibili puliti. Le ricerche di Sotacarbo si indirizzano proprio in questa direzione, obiettivo principale del centro di ricerca sardo è brevettare la trasformazione della CO2 in metanolo e etanolo, allo scopo di riutilizzare la CO2 sviluppando catalizzatori per la produzione di combustibili liquidi (metanolo e dimetiletere) attraverso un processo chiamato di idrogenazione catalitica, partendo da CO2 derivante dall’impiego di combustibili fossili e idrogeno da fonti rinnovabili. Il limite alla commercializzazione di questa tecnologia è rappresentato dagli elevati costi dei catalizzatori e dalla bassa efficienza di conversione. Superare questi limiti è l’obiettivo di Sotacarbo.