sabato, 30 Maggio, 2020

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Cina: supervisione ambientale post-Coronavirus

Se da un lato la diffusione del Coronavirus ha bloccato la produzione in Cina, con conseguente diminuzione delle emissioni di CO2, dall’altro si è verificato un rallentamento della crescita economica. Secondo Reuters, il primo trimestre vedrà un dimezzamento della crescita economica della Cina.

In una fase in cui il numero dei contagiati in Cina sta lentamente diminuendo, il Governo ha predisposto nuove misure per favorire la ripresa economica dello Stato cinese.

Modifiche alla supervisione ambientale

Per favorire la ripresa delle attività produttive, la Cina darà alle aziende più tempo per regolarizzare la produzione secondo gli standard ambientali. Cosa significa? Che gli ispettori non puniranno le aziende e che i tempi per il rispetto delle direttive a livello ambientale subiranno proroghe.

Saranno esentati dai controlli tutte le attività che prevedono la produzione di materiali necessari al contrasto del Coronavirus. Valutazioni ambientali semplificate anche per attività del settore terziario (ristoranti, hotel, e così via..) e per grandi progetti di infrastrutture, trasporto e zootecnica. Tutte attività che richiedono lavoro intensivo e che sono stati colpiti duramente dal virus.

Un allentamento degli standard ambientali?

Ci pensa subito Cao Liping, direttore dell’ufficio di controllo ecologico e ambientale presso il Ministero dell’ecologia e dell’ambiente (MEE), a ribadire che non si tratta di un allentamento degli standard ambientali.

“Lo scopo della supervisione ambientale non è mai quello di chiudere le aziende e frenare la produzione, ma di incoraggiare le aziende a soddisfare attivamente gli standard ambientali”

-Cao Liping

Le previsioni del Ministero dell’Ecologia e dell’Ambiente (MEE) prevedono che circa 300.000 aziende e 55.000 progetti trarranno beneficio dalle nuove disposizioni del Governo cinese.

Il problema dei rifiuti sanitari

Ulteriore problema è rappresentato dallo smaltimento dei rifiuti sanitari. L’obiettivo della Cina è di istituire strutture per i rifiuti sanitari end-to-end in tutte le città entro il 2020 e in tutte le contee entro Giugno 2022. La capacità totale della Cina del trattamento dei rifiuti è di circa 6.022 tonnellate al giorno. Attualmente molte strutture stanno lavorando quasi a pieno regime, o in sovraccarico, a causa dell’emergenza.

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Francesca Marasciuolohttp://energy.closeupengineering.it
Laureata magistrale in Ingegneria Elettrica al Politecnico di Bari. Mi occupo di Smart Grid, e di come si possano coniugare fonti rinnovabili, mobilità elettrica e sistema elettrico. Autrice di #EnergyCuE da Luglio 2017. Sempre curiosa di nuove soluzioni tecnologiche per la produzione sostenibile di energia elettrica, mai stanca di imparare!