Da pochi anni si sente parlare di Bitcoin. Da pochissimi giorni, però, l’argomento raccoglie sempre più commenti e discussioni nel web e non. I Bitcoin sono criptomonete. Con il termine criptovaluta, o criptomoneta, si identifica una valuta “digitale” che trova fondamento in peculiari principi crittografici, indispensabili al fine della creazione della criptomoneta stessa e della convalida delle singole transazioni.

Tra le principali fonti di discussione vi sono:

  • l’anonimato delle transazioni e l’impossibilità di annullare le stesse determina elevati rischi di perdere (anche solo accidentalmente) delle somme espresse in criptomoneta;
  • estrema difficoltà di conversione (in modo conveniente) degli importi detenuti in criptovalute in importi espressi in valute tradizionali;
  • quanto instabile e controversa sia questa fonte di guadagno, infatti, dalla sua nascita, questa particolare tipologia di moneta è stata dichiarata morta più di cento volte;
  • per ultimo, quanti affermano che sia possibile “minare” (ovvero “produrre”) la propria criptomoneta, senza doverla obbligatoriamente acquistare, farebbero bene a fare due conti in merito alla potenza di calcolo necessaria a tale “produzione” e ai relativi costi in termini già solo di energia elettrica consumata per la “produzione”.

Facciamo due calcoli

Una transazione Bitcoin consuma circa 250 kWh [fonte digiconomist]. Ogni giorno, nel mondo, avvengono circa 300.000 transazioni [fonte bitcoin.com]. Quindi l’energia elettrica consumata – al giorno – dal sistema finanziario Bitcoin è pari a 75 milioni di kWh. In un anno, la cifra si ingigantisce ulteriormente, fino ad arrivare a 27 miliardi e 375 milioni di kWh elettrici (o 27, 375 TWh).

#EnergyCuE ha fatto due calcoli per voi lettori.

Per produrre questa quantità di energia elettrica nel corso di un anno, servirebbero:

  • TRE centrali nucleari da 1 GW di potenza [considerando un funzionamento caratterizzato da 8670 ore equivalenti, fonte forum nucleare italiano];
  • QUATTRO centrali a carbone da 800 MW di potenza singola [considerando un funzionamento caratterizzato da 8500 ore equivalenti, fonte GSE – Gestore dei Servizi Energetici];
  • CINQUE centrali a gas naturale da 600 MW di potenza elettrica netta [considerando un funzionamento caratterizzato da 8500 ore equivalenti, fonte GSE – Gestore dei Servizi Energetici];
  • circa 8300 turbine eoliche da 1,5 MW [considerando un funzionamento caratterizzato da 2200 ore equivalenti, fonte climatemonitor];
  • quasi SEI MILIONI di impianti fotovoltaici residenziali da 4 kW di potenza [considerando un funzionamento caratterizzato da 1200 ore equivalenti, fonte climatemonitor].

Non possiamo ancora sapere se si tratta dell’invenzione finanziaria del secolo o di una gigantesca bolla. Ciò che è certo, però, è che questa invenzione sta consumando tanta, troppa energia. Forse più di quanto il nostro pianeta può permettersi in questo momento di crisi energetica mondiale.