Lo scorso 14 Agosto è stato siglato il Generation Project Agreement (GPA) tra SolarReserve, azienda californiana leader nel settore delle tecnologie solari, e lo stato del South Australia. L’obiettivo? La realizzazione del più grande sistema a concentrazione solare (CSP) a torre del mondo. L’impianto sarà dotato di un sistema di storage termico a sali fusi, al fine di utilizzare quanto più possibile l’energia prodotta da fonte rinnovabile. L’impianto sorgerà nei pressi di Port Augusta, circa a 30 km dalla città.

I lavori per la costruzione dell’impianto dovrebbero iniziare il prossimo anno. Attualmente, secondo le stime di SolarReserve, che si occuperà della costruzione e dell’esercizio dell’impianto, l’Aurora Solar Energy Project entrerà in funzione nel 2020.

I dati del progetto

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Qui, 30 km a nord di Port Augusta, sorgerà l’impianto
solarReserve.com

La potenza nominale del solo impianto solare dell’Aurora Solar Energy Project sarà di 150 MW, superiore ai 110 MW del Crescent Dunes del Nevada. Come già detto, l’impianto sarà dotato di un sistema di accumulo a sali fusi, con il quale si incrementerà di circa 8 ore giornaliere la produzione dell’impianto. In tal modo sarà possibile produrre elettricità anche durante la notte. L’energia prodotta sarà equivalente a quella richiesta per alimentare quasi 90000 abitazioni per tutta la giornata. Si stima che la produzione annua sarà di circa 500 GWh, il 5% della domanda elettrica dello Stato.

Con la messa in esercizio dell’Aurora Solar Energy sarà possibile ridurre le emissioni di CO2 di circa 200000 tonnellate l’anno. Inoltre, il progetto porterà alla creazione di circa 4000 nuovi posti di lavoro durante le fasi di costruzione ed esercizio.

La tecnologia CSP

L’Aurora Solar Energy Project sfrutterà la tecnologia CSP per la produzione di energia elettrica. Il funzionamento è molto semplice ed è illustrato nel seguente video realizzato da SolarReserve.

Saranno installati dei particolari specchi concentratori traccianti, detti eliostati (come quello in figura) il cui compito sarà quello di intercettare i raggi solari e rifletterli, concentrandoli in un unico punto. Gli eliostati sono traccianti, ossia capaci di muoversi in due direzioni, in modo da “inseguire” i raggi solari durante la giornata. L’energia è quindi concentrata in cui unico punto. Proprio qui si troverà il ricevitore, posto sulla sommità di una torre di circa 200 m. La grande quantità di energia solare sarà ceduta ad un fluido termovettore che fluirà nel ricevitore, in questo caso sali fusi, che a loro volta cederanno energia termica all’acqua, producendo energia elettrica con un classico ciclo Rankine. La miscela di sali fusi raffreddata in uscita dal generatore di vapore viene rimessa in circolo nell’impianto.

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Eliostato
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Per quanto riguarda il sistema di accumulo termico, verranno impiegati due serbatoi per accumulare sali fusi. Il serbatoio freddo mantenuto a circa 288° (temperatura superiore a quella di solidificazione della miscela), invece il serbatoio caldo avrà una temperatura di circa 566° (inferiore alla temperatura di evaporazione dei sali fusi). Questa tecnologia, opportunamente dimensionata, fa sì che il flusso di sali fusi verso il generatore continui anche quando vi è richiesta di elettricità durante le ore notturne.

Ma solo CSP per l’Australia…

L’Aurora Solar Energy Project non è l’unico progetto in cantiere per il South Australia. Infatti, nel luglio 2017 il governo ha firmato un accordo con niente di meno che Tesla per la realizzazione del più grande impianto di storage al mondo. Si tratta di un impianto con batterie litio-ioni a sostegno della wind farm di Hornsdale.