Cattive notizie dagli Stati Uniti. Uno studio condotto dallo State Energy & Environmental Impact  Center, dal titolo “Climate & Health Showdown in the courts”, analizza i possibili effetti sull’ambiente da parte delle scelte politiche dell’amministrazione Trump. Un’amministrazione che ha fatto molto discutere (si pensi al ritiro dall’Accordo di Parigi).

Nel 2015 Obama ha varato la normativa Clean Power Plan (CPP), con l’obiettivo di ridurre le emissioni di anidride carbonica. Un passo indietro è stato fatto con l’amministrazione Trump e l’ Affordable Clean Energy (ACE), che ha portato non pochi dissensi.

Aree di indagine e risultati

I settori presi in considerazione nello studio sono i seguenti:

  • Industria del carbone: emissioni di CO2
  • Industria automobilistica: emissioni di CO2
  • Industria petrolifera e del gas: emissioni di metano
  • Discariche: emissioni di metano

Industria del carbone

I risultati di questo studio affermano che, sostituendo il CPP, nel 2030 si stima un aumento della CO2, un peggioramento della qualità dell’aria, dovuto all’aumento delle emissioni di SO2 e NOx. La salute verrà compromessa: aumento delle morti premature e aumento di attacchi asma.

Industria automobilistica

Anche sul fronte automobilistico le stime non sono per nulla incoraggianti. Entro il 2025, secondo lo studio, l’aumento delle emissioni sarà equivalente alle emissioni annuali di 9.178.000 veicoli. Dal 2021 al 2100, si stimano 7 miliardi di tonnellate di CO2 rilasciate nell’atmosfera. Come già detto, le conseguenze sulla salute umana si manifestano in forma di bronchiti acute e morti premature. Dati sconcertanti arrivano anche dall’analisi del trasporto su camion.

Industria petrolifera e del gas

Queste industrie sono responsabili dell’emissione di metano nell’atmosfera, il quale contribuisce ai cambiamenti climatici. Anche qui dallo studio emerge un aumento, tra il 2019 e il 2025, delle emissioni di metano di 380.000 tonnellate.

Discariche

“Le discariche sono la terza fonte di emissioni di metano legate all’uomo” si legge nel documento. Nel 2025 era previsto, nel rispetto della norma del 2016 proposta dall’EPA (Environment Protection Agency) , una riduzione delle emissioni di metano di almeno 285.000 tonnellate all’anno e delle emissioni di composti organici non metanici (NMOC) di 1.810 tonnellate all’anno.

Nell’ottobre 2018 L’amministrazione Trump pubblicò la proposta di estendere, da maggio 2017 fino ad agosto 2019, la scadenza per la presentazione da parte degli stati dei piani per conformarsi alla regola del 2016. Termine ultimo che è stato ulteriormente spostato a Marzo 2023.

Questa deregolamentazione (come la chiamano gli autori dello studio) si traduce in un aumento delle emissioni di metano e di composti organici non metanici.

Gli stati che sfidano Trump

Molti sono stati i dissensi alla deregolamentazione. Procuratori generali di Stato si sono schierati contro l’amministrazione Trump.

Un altro esempio è la California che sta guidando una coalizione di 18 Stati, che protestano contro l’abolizione degli standard emissivi delle auto e dei camion.