Il cibo che mangiamo quotidianamente consuma, per forza di cose, una certa quantità di acqua. E lo sappiamo bene. Ma a priori non ci rendiamo conto dell’entità del problema, se di problema si può parlare.

E allora cerchiamo di capire meglio con dei numeri. E vi assicuriamo che quando concluderete questo articolo cambierete la vostra dieta, o almeno ci penserete.

I dati che vi presentiamo sono tratti da uno studio del Dott. Vanham e sono sorprendenti.

Quanto segue fa riferimento a tutto il completo processo di produzione dei cibi, dall’inizio della filiera fino al momento in cui il cibo è pronto (cucinato) nel nostro piatto.

E allora date un’occhiata:

  • 1 kg di cioccolato = 17.196 litri di acqua
  • 1 kg di carne di manzo = 15.415 litri
  • 1 kg di carne di maiale = 5.988 litri
  • 1 kg di pollo = 4.325 litri
  • 1 kg di formaggio = 3.178 litri
  • 1 kg di riso = 2.497 litri
  • 1 kg di pasta = 1.849 litri
  • 1 kg di patate = 287 litri
  • 1 kg di pomodori = 214 litri

Un vero peccato per voi amanti del cioccolato. E soprattutto per voi amanti della famigerata carne rossa. Mangiare un chilogrammo di pollo, infatti, consuma teoricamente meno di un terzo di H2O rispetto alla carne rossa. Quest’ultima, quindi, non solo non è salutare, ma non è neanche sostenibile.

E se quanto scritto non vi basta, allora aggiungiamo che per “costruire” una sola, semplice pizza margherita servono 1.239 litri di acqua; e ancora, per produrre un uovo servono 196 litri. Quasi 200 litri di una risorsa così importante per un prodotto alimentare che potrebbe pesare al massimo 60 grammi.

D’altra parte, per portare un po’ di ottimismo, produrre un bicchiere (250 ml) di birra è più semplice e sostenibile, sono necessari, infatti, solo 74 litri di H2O; e per produrre un bicchiere (250 ml) di vino ne servono 109 litri.

Per concludere, quindi, una dieta equilibrata (senza un eccessivo quantitativo di carne, soprattutto rossa) potrebbe diminuire il consumo primario di H2O di circa il 40%. Una dieta pesco-vegetariana potrebbe diminuire il consumo primario di acqua di circa il 50%. Una dieta completamente vegana si traduce in una riduzione del consumo di acqua di circa il 55% rispetto ad una dieta media nel mondo occidentale.

Lungi da noi l’idea di promuovere una dieta vegetariana, men che meno vegana. Tuttavia se in futuro vi ritroverete davanti all’ardua decisione tra il bere un litro di birra o il mangiare una bistecca di manzo, pensateci due volte. In quest’ultimo caso state consumando più di 50 volte la quantità di acqua che consumereste bevendo una sana, sostenibile, fresca birra.

P.S. Energy Close-up Engineering vi invita comunque a bere responsabilmente.