Meloni premia questi cittadini: addio alle tasse, il reddito non c’entra niente | Pubblicata la lista dei fortunati

Illustrazione di zero tasse da pagare (Pixabay FOTO) - www.energycue.it
Per questi fortunati cittadini, ci sarà una bella sorpresa. E questa volta non si terrà nemmeno in considerazione il reddito.
Esistono persone che, pur rispettando la legge, non pagano tasse. Non si tratta di evasori, ma di categorie particolari che rientrano in esenzioni, detrazioni o regimi fiscali agevolati.
Ad esempio, chi ha un reddito molto basso spesso non supera la soglia minima per pagare l’IRPEF. In questi casi, il fisco considera il reddito troppo basso per essere tassato, e quindi non c’è nulla da versare.
Ci sono anche casi di lavoratori in regimi fiscali speciali, come il forfettario per le partite IVA, dove le tasse si pagano in misura ridotta. Oppure chi riceve solo redditi esenti, tipo alcune pensioni sociali o contributi assistenziali.
Infine, ci sono stati o territori con politiche fiscali particolari (i famosi “paradisi fiscali”), dove alcune categorie di residenti legali non pagano imposte dirette. Ma lì è tutto un altro discorso… e non sempre alla portata di tutti.
Un aiuto concreto
Essere mamma e lavoratrice non è mai una passeggiata. Lo sappiamo bene. Tra orari da incastrare, figli da seguire e il lavoro che non aspetta, spesso si ha la sensazione di fare i salti mortali ogni giorno. Per fortuna, ogni tanto arrivano delle misure che provano a dare una mano vera, e non solo a parole.
Negli ultimi anni qualcosa si sta muovendo, e una delle novità più interessanti è proprio l’esonero contributivo pensato per le lavoratrici madri. In parole semplici, una bella boccata d’ossigeno per chi deve far quadrare i conti e non vuole rinunciare né al lavoro né alla famiglia. Ecco cosa prevede la normativa attuale.

Ecco come funziona
A partire dal 1° gennaio 2024 e fino al 31 dicembre 2026, le mamme con tre o più figli, che hanno un contratto a tempo indeterminato (no, purtroppo non vale per il lavoro domestico), possono beneficiare di un esonero totale dai contributi previdenziali. In pratica, lo Stato si fa carico dei contributi fino a un massimo di 3.000 euro l’anno. Attenzione però: questo vale fino a quando il figlio più piccolo non compie 18 anni.
Ma non finisce qui. Con la legge di bilancio 2025 è arrivata anche un’estensione parziale della misura: anche le madri con due figli possono ottenere un esonero contributivo ridotto, a patto che il loro reddito non superi i 40.000 euro l’anno. In questo caso, il beneficio dura fino ai 10 anni del figlio più piccolo, ma non si può cumulare con l’altro esonero. Quindi bisogna scegliere in base alla propria situazione.