Pensione, se vuoi un aumento basta chiederlo: INPS, occasione più unica che rara | Oggi, 28 febbraio, scade il tempo
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Pensione e soldi (Depositphotos foto) - www.energycue.it
Molti pensionati potrebbero veder incrementare l’importo della loro pensione: ecco come ottenere l’aumento prima della scadenza.
Quando arriva il momento della pensione, molti si limitano a incassare quello che l’INPS accredita ogni mese, senza farsi troppe domande. Dopotutto, se l’importo è quello stabilito dall’Istituto, significa che è giusto… o no? In realtà, non sempre è così.
Il motivo? Il sistema previdenziale italiano è complicato, fatto di norme, aggiornamenti e controlli incrociati tra varie banche dati. Se c’è un’informazione mancante o non aggiornata, l’INPS non può correggere in automatico l’importo della pensione.
Spesso il problema nasce proprio dalla scarsa conoscenza di certi meccanismi. Esistono infatti delle integrazioni che possono far aumentare la pensione, ma che non vengono riconosciute in automatico. Il pensionato deve fare richiesta, altrimenti quei soldi restano semplicemente non erogati. E questa è una situazione che riguarda tantissime persone.
Insomma, non è l’INPS a sbagliare (o almeno, non sempre), ma il pensionato che non sa di dover segnalare certe informazioni. La buona notizia è che si può rimediare, ma bisogna muoversi per tempo e controllare con attenzione la propria posizione previdenziale.
Pensione più alta? ecco i diritti che potresti non aver richiesto
Uno degli aspetti meno conosciuti della previdenza è quello dei diritti inespressi. Nome curioso, ma il concetto è semplice: si tratta di soldi a cui il pensionato ha diritto, ma che non vengono erogati se non vengono richiesti esplicitamente. Un esempio? La quattordicesima mensilità, le maggiorazioni sociali o gli assegni per il nucleo familiare. Chi non presenta le richieste necessarie rischia di lasciare sul tavolo centinaia, se non migliaia, di euro ogni anno.
E non parliamo solo di benefici attuali: in alcuni casi, si possono recuperare anche arretrati fino a cinque anni. Insomma, soldi che potrebbero fare la differenza nella vita di tutti i giorni. Ma come si fa a capire se si ha diritto a qualcosa in più? Semplice: controllando il cedolino della pensione e confrontandolo con le proprie reali condizioni reddituali e familiari. Basta un piccolo dettaglio trascurato—un cambiamento nella composizione del nucleo familiare, un contributo passato non considerato—per perdere somme importanti.
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La domanda all’INPS e la scadenza da ricordare
Per recuperare questi importi e ottenere un eventuale aumento, il pensionato deve inviare una richiesta di ricostituzione della pensione. Questa procedura permette di correggere errori, aggiornare dati contributivi e integrare somme che non sono state conteggiate. Ad esempio, chi ha continuato a lavorare dopo il pensionamento potrebbe aver accumulato altri contributi, ma se non ne fa richiesta, l’INPS non li calcola nell’assegno.
Attenzione anche a un’altra scadenza importante: il 28 febbraio è infatti l’ultimo giorno utile per presentare la dichiarazione RED 2025. Questo documento serve ai pensionati con prestazioni legate al reddito per aggiornare la propria situazione. Non inviarlo potrebbe significare perdere integrazioni e maggiorazioni. Morale della favola? Meglio controllare il cedolino e l’estratto conto contributivo per assicurarsi che la pensione sia davvero quella giusta.