Dichiarazione dei redditi, nuova detrazione a partire da quest’anno | “Rimborso stratosferico”: 730 più ricco che mai
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Illustrazione della compilazione del 730 (Depositphotos FOTO) - www.energycue.it
Quest’anno la dichiarazione dei redditi sarà diversa, si potrà detrarre una nuova spesa. Scopri quanto ti verrà rimborsato e cosa.
Il rimborso del 730 è quel momento dell’anno in cui, se hai pagato troppe tasse, lo Stato ti restituisce una parte dei tuoi soldi. È un piccolo sollievo per tanti lavoratori e pensionati, che si vedono accreditare la cifra direttamente in busta paga o sulla pensione.
Di solito, il rimborso arriva entro luglio per i dipendenti e ad agosto o settembre per i pensionati, ma tutto dipende da quando si invia la dichiarazione. Prima lo fai, prima ricevi i soldi. Se invece ci sono controlli o problemi, i tempi possono allungarsi.
L’importo varia: può essere qualche decina di euro o una somma più consistente, a seconda delle detrazioni applicate. Spese mediche, mutui, figli a carico… tutto contribuisce a ridurre l’imposta da pagare e, di conseguenza, a farti avere un rimborso più alto.
Se il rimborso tarda ad arrivare, niente panico. Può dipendere dall’INPS o dal datore di lavoro, che fanno da sostituti d’imposta. In casi particolari, i soldi vengono erogati direttamente dall’Agenzia delle Entrate, ma a quel punto i tempi possono essere più lunghi.
Un’occasione da non perdere
Ogni anno, quando arriva il momento di fare la dichiarazione dei redditi, parte la corsa a recuperare scontrini, fatture e ricevute nella speranza di ottenere qualche rimborso in più. Una piccola battaglia contro la burocrazia, fatta di numeri, detrazioni e, spesso, un po’ di confusione. Ma nel 2025 c’è una novità che potrebbe fare la differenza per molte famiglie: una nuova spesa rimborsabile da inserire nel 730.
Se da un lato può sembrare l’ennesima complicazione fiscale, dall’altro è un’opportunità importante. Perché quando si parla di detrazioni e deduzioni, ogni euro recuperato è un aiuto concreto. E quest’anno la novità riguarda un tema delicato, che tocca da vicino tante persone: l’assistenza ai disabili. Una questione su cui, finalmente, si è fatta un po’ di chiarezza.
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Una sentenza che cambia tutto
Fino ad oggi, ottenere un rimborso per le spese di assistenza a una persona con disabilità grave non era così semplice. Il Fisco accettava solo i costi per personale qualificato, come infermieri o operatori sanitari. Questo escludeva tutte quelle famiglie che, invece, si affidavano a collaboratori domestici per garantire la cura di un proprio caro. Un’assurdità, considerando che il bisogno di assistenza resta lo stesso, indipendentemente da chi la fornisce.
Ma ora, grazie a una sentenza della Corte di Cassazione, le cose cambiano. La Suprema Corte ha stabilito che queste spese possono essere dedotte, senza bisogno che l’assistente abbia un titolo specifico. In sostanza, conta la finalità dell’aiuto, non la qualifica di chi lo presta. Una svolta che permette a molte famiglie di ottenere un rimborso concreto, alleggerendo almeno un po’ il peso economico dell’assistenza. Insomma, una buona notizia in mezzo alla giungla della burocrazia fiscale.