Pensioni, a marzo preparati al peggio | Ecco il cedolino che non ti aspetti: tolgono a tutti questa cifra
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Anziano triste (Depositphotos foto) - www.energycue.it
A marzo arriva una brutta sorpresa per i pensionati: l’importo dell’assegno sarà più basso del previsto, ecco cosa cambierà e perché.
L’inizio dell’anno è sempre un momento di bilanci e aspettative, soprattutto quando si parla di soldi. Chi è in pensione sa bene quanto sia importante controllare ogni mese l’importo dell’assegno, perché tra tasse, trattenute e adeguamenti vari, le sorprese non mancano mai. A volte l’importo cresce di qualche euro, altre volte… beh, meglio non farsi troppe illusioni.
Le pensioni, infatti, non sono fisse come molti pensano. Ci sono un sacco di fattori che possono modificarle, e non tutti vengono comunicati con largo anticipo. Alcune variazioni sono dovute ai classici conguagli fiscali, altre a trattenute applicate direttamente dall’ente previdenziale. Il problema è che spesso i pensionati scoprono queste modifiche solo al momento dell’accredito, trovandosi con meno soldi del previsto sul conto.
A complicare le cose ci sono anche le politiche fiscali e previdenziali, che cambiano di anno in anno. Alcune riforme possono portare aumenti, certo, ma altre possono incidere negativamente sugli assegni. Per questo è sempre una buona idea controllare il cedolino prima di farsi illusioni su come spendere la pensione.
In tempi di incertezza economica, anche una piccola riduzione può pesare. Chi ha una pensione minima o vive con un budget ristretto sa bene che ogni euro conta. Per questo è essenziale tenere d’occhio le trattenute e capire in anticipo cosa aspettarsi, evitando brutte sorprese quando i soldi arrivano (o meglio, quando arrivano in meno!).
Pensioni, cosa cambia nel cedolino di marzo 2025
Ecco, marzo sarà uno di quei mesi in cui il cedolino riserverà una brutta sorpresa. Rispetto a febbraio, infatti, l’assegno sarà più leggero. Ma attenzione, non si tratta di una nuova riforma o di un taglio strutturale, bensì di una questione fiscale.
Il motivo principale di questa riduzione è l’applicazione della trattenuta per l’addizionale comunale in acconto per il 2025. A questo si aggiunge anche il saldo dell’addizionale comunale del 2024, che è già scattato a gennaio. In pratica, una doppia trattenuta che impatterà sul netto percepito dai pensionati.
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Gli importi tagliati e chi sarà coinvolto
La brutta notizia è che questa trattenuta interesserà un’ampia platea di pensionati, ma l’importo decurtato varierà in base a diversi fattori. L’elemento principale che incide sulla somma trattenuta è il Comune di residenza, poiché ogni amministrazione stabilisce autonomamente l’aliquota da applicare. In media, le trattenute comunali oscillano tra lo 0,2% e lo 0,9% dell’imponibile lordo, il che significa che chi ha una pensione di 1.500 euro lordi potrebbe vedersi sottrarre tra i 30 e i 100 euro al mese, a seconda del luogo di residenza.
In generale, chi percepisce pensioni più alte sarà maggiormente colpito, mentre in alcuni casi sono previste esenzioni per i redditi più bassi, solitamente intorno ai 23.000 euro annui. Tuttavia, l’effetto di queste addizionali si farà sentire su molte pensioni, riducendo il netto percepito rispetto al mese precedente. E mentre alcuni attendevano un aumento legato alla riforma Irpef, dovranno invece fare i conti con una diminuzione dell’assegno. Meglio quindi prepararsi in anticipo e controllare il cedolino per evitare sorprese.