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Com’è stato il clima nel 2023? Ecco il report

Il clima del 2023: ecco il report dettagliato sui cambiamenti globali e le tendenze principali. Le notizie non sono molto buone.

Il clima rappresenta la media delle condizioni atmosferiche di una determinata area osservate su un lungo periodo di tempo, solitamente almeno 30 anni. Questo include parametri come la temperatura, l’umidità, le precipitazioni, il vento e altri fenomeni atmosferici che definiscono l’ambiente naturale di una regione.

A differenza del meteo, che riguarda le condizioni atmosferiche a breve termine (giorni o settimane), il clima si riferisce a modelli più stabili e a lungo termine. Per esempio, possiamo dire che il meteo di oggi potrebbe prevedere pioggia, ma il clima di una regione mediterranea sarà generalmente caldo e secco in estate e mite in inverno. Conoscere il clima è fondamentale per comprendere le tendenze ambientali e i cambiamenti che stanno influenzando il nostro pianeta, come il riscaldamento globale e gli eventi estremi.

Un 2023 da record per temperature e caldo estremo

Il 2023 è stato un anno segnato da temperature senza precedenti in Italia, confermando un trend di riscaldamento climatico sempre più evidente. Secondo il report “Il clima in Italia nel 2023” del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA), le temperature minime giornaliere hanno registrato un’anomalia di +1,20 °C, il valore più alto mai rilevato nella serie storica. Anche le temperature medie hanno raggiunto il secondo posto per calore, con un’anomalia di +1,14 °C rispetto al periodo di riferimento 1991-2020, subito dopo il record di +1,23 °C del 2022. Questi dati sottolineano l’accelerazione dei cambiamenti climatici e l’impatto che il riscaldamento globale sta avendo sul nostro Paese.

Un altro record significativo è stato registrato nel mese di ottobre, il più caldo dal 1961, con temperature superiori di oltre 3 °C rispetto alla media storica. Tuttavia, è stata l’estate 2023 a mostrare segni evidenti di cambiamenti climatici estremi, con il picco di calore raggiunto il 24 luglio a Jerzu e Lotzorai, in Sardegna, dove sono stati registrati 48.2 °C, la temperatura più alta mai rilevata sull’isola. Complessivamente, quasi tutti i mesi del 2023 hanno mostrato temperature superiori ai valori normali, a eccezione di aprile e maggio.

Ragazzi che prendono aria per evitare il caldo (Depositphotos foto) – www.energycue.it

Precipitazioni irregolari e fenomeni meteorologici estremi

Sul fronte delle precipitazioni, il 2023 ha visto una media complessiva inferiore del 4% rispetto ai dati climatologici. Tuttavia, questa diminuzione non ha significato meno eventi estremi, come dimostrano le devastanti alluvioni che hanno colpito l’Italia centrale. Particolarmente disastrose sono state le piogge che, a maggio, hanno interessato l’Emilia-Romagna, dove si sono verificati due eventi pluviometrici eccezionali in rapida successione. Le cumulate hanno raggiunto livelli impressionanti, come i 609,8 mm registrati a Trebbio, causando inondazioni, frane e la tragica perdita di 17 vite umane.

Parallelamente agli eventi alluvionali, il 2023 ha visto lunghi periodi di siccità in diverse regioni d’Italia, con il numero di giorni asciutti che ha raggiunto picchi record. Piemonte, Liguria di Ponente, Puglia e le isole maggiori come Sicilia e Sardegna hanno vissuto lunghi periodi senza pioggia, con alcune aree che hanno accumulato oltre 330 giorni asciutti. Questo squilibrio climatico, tra siccità e piogge torrenziali, è emblematico di un clima mediterraneo sempre più estremo, dove fenomeni un tempo eccezionali stanno diventando sempre più frequenti e distruttivi.

Mattia Paparo

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