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La più grande operazione mai condotta, di questo tipo, ha permesso di eliminare dal mare ben 103 tonnellate di rifiuti dalla più grande isola di plastica galleggiante al mondo.
La Great Pacific Garbage Patch, nota anche come Pacific Trash Vortex, è un enorme accumulo di spazzatura galleggiante, soprattutto plastica, situato nell’Oceano Pacifico.
L’estensione di questa isola non è nota con particolare precisione ma si stima che sia compresa tra 700 mila km² e 10 milioni di km². Estensione che la renderebbe più grande, rispettivamente, dell’intera penisola iberica o della superficie degli Stati Uniti.
Anche della quantità di materiale presente non si hanno informazioni precise. La Marina degli Stati Uniti stima circa 3 milioni di tonnellate di plastica ma Charles Moore, oceanografo americano, ritiene possano essere presenti circa 100 milioni di tonnellate di detriti.
Nonostante sembri impensabile, questa isola ospita forme di vita. È possibile infatti identificare mille tipi diversi di organismi. Sono infatti presenti organismi eterotrofi, autotrofi, simbionti, virus, batteri e predatori. Alcuni tra questi potrebbero essere in grado di degradare plastica e idrocarburi presenti.
L’operazione è stata condotta nell’ambito del progetto Kaise, un progetto che dal 2009 si occupa di preservare l’ambiente marino. Il progetto è portato avanti dall’associazione Ocean Voyages Institute. A compiere l’impresa è stata la nave Kwai con una spedizione di 48 giorni, conclusasi a giugno. 103 le tonnellate di rifiuti rimossi che hanno trovato posto presso centri di raccolta e riciclo.
Mary Crowley, fondatrice e direttrice dell’Ocean Voyages Institute afferma che particolarmente grave è il problema delle reti da pesca alla deriva. L’istituto porta avanti uno studio dal 2018 seguendo la “Teoria di Crowley”, secondo la quale, le correnti oceaniche orientano i detriti in maniera tale che una rete da pesca, geolocalizzata con GPS, possa portare ad altre reti alla deriva.
Il problema dell’inquinamento che deriva dalle plastiche è spesso sottovalutato, se messo a paragone con emergenze climatiche come quella del riscaldamento globale. È però importante essere consci del fatto che, all’attuale ritmo, è come se ogni minuto un camion della nettezza urbana riversasse il suo contenuto in mare. La quantità di plastica presente nei mari potrebbe aumentare di dieci volte entro il 2025. Nel 2050 potrebbe esserci più plastica che pesci.
La Great Pacific Garbage Patch è solo una delle sei isole di plastica attualmente presenti nei nostri oceani. La South Pacific Garbage Patch, tra Cile e Perù, ha una estensione di 2,6 milioni di km² (otto volte, circa, l’estensione del territorio italiano). La North Atlantic Garbage Patch ha estensione di 4 milioni di km² (circa 15 volte l’estensione del territorio italiano).
Tra Africa meridionale e America del Sud si trova la South Atlantic Garbage Patch, con una estensione di soli 1 milione di km². Le più recenti scoperte sono la Arctic Garbage Patch, che si trova nel mare di Barents, e la Indian Ocean Garbage Patch, nell’Oceano Indiano.
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