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Articolo a cura di Simone MOTTA
Sappiamo che l’agricoltura moderna è basata su sistemi di coltivazione perlopiù intensivi, per soddisfare la richiesta in continua crescita del mercato mondiale.
Questi sistemi di coltivazione prevedono lo sfruttamento di grandi appezzamenti di terreno e, di conseguenza, un uso ingente di acqua, fertilizzanti e combustibili fossili, con un inevitabile impatto ambientale in termini di disboscamento, di prosciugazione di fonti idriche e di inquinamento atmosferico.
Per cercare di ridurre queste problematiche, si è introdotta la coltura aeroponica, che consiste nella coltivazione di piante alimentari (pomodori, insalata, spinaci, etc), senza l’uso di terreno di alcun genere, ma che utilizza un sistema di sospensione che sorregge e contiene la pianta e le sue radici e, contemporaneamente, ne garantisce le condizioni ottimali di crescita, proprio come se fosse piantata nel terreno.
Gli impianti della tecnica aeroponica sono costituiti da appositi pannelli forati realizzati in polistirolo espanso, all’interno di canali in PVC resistenti all’usura, che garantiscono uno spazio idealmente isolato, con poca luce ed elevata umidità ed ossigenazione, che oltre ad essere fondamentale per una corretta e più rapida crescita delle radici, riduce l’esposizione a batteri e funghi. Il tutto è racchiuso in una grow box, che può essere posta in qualunque luogo, purchè si tenga conto dei parametri fondamentali per la crescita del vegetale: luce, temperatura, areazione, umidità ( che deve essere intorno al 55%) e pH.
Gli impianti vengono alimentati mediante l’uso di vaporizzatori comandati da un sitema di pompaggio con pompe ad immersione (poste esternamente) che generano un aerosol di acqua e sostanze nutritive, assorbite dalle radici grazie alla nebulizzazione.
I vantaggi di questo sistema sono:
Il principale svantaggio è invece l’eccessivo consumo di energia elettrica, necessario per alimentare i sistemi di pompaggio.
Ad oggi sono già registrati svariati brevetti per l’applicazione di queste tecniche. I risultati mostrano che non solo si è in grado di far crescere la pianta, ma che questa cresce circa un 20% in più rispetto a quelle normalmente coltivate a terra, presentando fogliame, frutti e radici più puliti.
Possiamo quindi affermare che questo sistema rappresenta una validissima tecnica. Che rende possibile una coltivazione molto più produttiva con un minor impiego di risorse in luoghi in cui prima non si poteva nemmeno coltivare. È quindi quello che si può definire un incremento dell’efficienza!
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